Si preannuncia animata la seduta del Consiglio comunale di stasera, lunedì 30 luglio, a Novi Ligure, convocata alle 21 in municipio. Su un punto all’ordine del giorno, in particolare, la discussione potrebbe accendersi, cioè il futuro dell’Ilva. Come è noto, l’Anac ha avviato una procedura per l’eventuale annullamento della gara che assegnava, lo scorso anno, ad Am Investco (con il gruppo ArcelorMittal socio di maggioranza) tutti gli stabilimenti del gruppo. Nel dossier del governo Gentiloni sono emerse una serie di criticità che potrebbero portare alla modifica del risultato ma intanto il potenziale acquirente ha cambiato alcune delle proposte, in particolare in riferimento alla situazione ambientale del sito di Taranto. L’attuale governo si è detto non ancora soddisfatto per quanto riguarda l’occupazione: solo a Novi Ligure ArcelorMittal punta a tagliare circa 100 posti di lavoro su 800. Proprio stamattina, a Roma, al ministero dello Sviluppo economico guidato da Luigi Di Maio, è in programma l’incontro per la presentazione del cosiddetto addendum migliorativo relativo proprio al fronte occupazione e ambientale.

Stabilimento Ilva Novi

Il gruppo di maggioranza targato Pd ha presentato un documento che invita la giunta comunale ad “adottare tutte le iniziative necessarie, presso gli organismi istituzionali, per scongiurare qualsiasi ipotesi di chiusura dello stabilimento Ilva di Novi Ligure” ma anche “ad osteggiare iniziative avventuristiche di trasformazione o riconversione del gruppo Ilva se non supportate da solidi e sostenibili piani industriali, in grado di fornire garanzie occupazionali e produttive anche all’indotto”. Il documento del Pd, cita (e qui potrebbe partire lo scontro con l’opposizione 5 stelle), “le dichiarazioni del ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico (Di Maio, ndr) in merito alla ridiscussione della gara di vendita del gruppo Ilva e ad un suo possibile annullamento”, e l’ipotesi di “chiusura dello stabilimento Ilva di Taranto, con inevitabili conseguenze anche per gli impianti di Novi Ligure”, a detta del Pd emerso durante le trattative tra M5s e Lega relative alla formazione del governo.

Il corteo a difesa dell’Ilva del 19 ottobre 2017

Da parte sua, il gruppo 5 stelle novese ha presentato anch’esso un ordine del giorno nel quale sottolinea “il parere dell’Anac che ha evidenziato criticità molto rilevanti nel bando relativo alla vendita del gruppo Ilva”. Tra queste, l’impossibilità di rilanciare l’offerta economica da parte della cordata AcciaItalia a causa della gestione della gara, “la modifica dell’arco temporale del piano ambientale, con il rinvio del termine dei lavori deciso dopo che le cordate interessate si erano ridotte a due, che di fatto ha modificato il quadro economico del bando”, “il rinvio delle prescrizioni ambientali al 2023 effettuato con decreto del Presidente del Consiglio dopo che l’accordo con Mittal era già concluso, quindi a scapito della cordata rivale e di altri possibili interessati”. Ci sono stati anche ritardi nella pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale ed, evidenzia l’M5s novese, un accordo tra governo e Am Investco che ha mostrato troppe lacune, visto che quest’ultima “in questi giorni si è dichiarata disponibile ad accettare ogni richiesta di nuovo impegno”.

Un’altra immagine della manifestazione dello scorso autunno

Nel caso in cui le indagini sulla possibile irregolarità della gara, scrive l’M5s, evidenziassero “responsabilità dalle quali derivino danni e situazioni negative per lavoratori, ambiente, salute, i responsabili siano perseguiti sia dal punto di vista penale nonchè amministrativo per il risarcimento del danno”. Il documento dei 5 Stelle chiede inoltre la non applicazione delle regole derivanti dal Jobs Act per i lavoratori Ilva, mantenendo invece i loro diritti. Entrambi i documenti chiedono infine sostegno alle richieste delle aziende dell’indotto, in particolare dell’autotrasporto, che da tempo attendono di essere pagate dall’Ilva.

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