A Rocchetta Ligure la mostra che racconta il passato delle nostre Valli

In esposizioni dal 15 luglio foto e oggetti provenienti dalle Valli Borbera,Boreca, Curone, Grue

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oggetti della vita sociale

Una mostra coinvolgente quella allestita a Palazzo Spinola di Rocchetta Ligure. Coinvolgente perché è una mostra che racconta storie che rendono emotivamente partecipi, ma coinvolgente perché di fatto, coinvolge le nostre Valli: Val Borbera, Val Curone, Val Grue, Val Boreca.

Il percorso espositivo,  si trova nel mezzanino inferiore, sede del Museo della Resistenza e vita sociale in val Borbera;  comprende nella sezione etnografica fotografie d’epoca in bianco e nero, attrezzi e utensili di uso quotidiano legati al mondo contadino. Qui è esposta anche la collezione inedita di fotografie a colori di Ugo Pasini; immagini che l’autore ha iniziato a fissare nell’obiettivo negli anni Ottanta, in seguito ad una visita al “Museo di arte popolare e contadina” di Carrega Ligure.  Pasini a Carrega non si limita a scattare foto, ma grazie a Gino, responsabile del museo e memoria storica del luogo, ascolta le storie di quegli oggetti del passato che potrebbero essere ancora usati nel presente. Nel corso del tempo immortala altre raccolte di qui cimeli affascinanti a casa di amici che condividono con lui la passione per i ricordi. Ma Ugo Pasini chi è?

E’ un artista – fotografo, Viguzzolo è il suo paese, ed è lì che quando è ancora bambino nasce la passione per le immagini che lui cattura con una piccola fotocamera avuta in dono. Anni dopo Tortona che gli regala l’incontro con il fotografo Cavalli, colui che gli permetterà di perfezionare le tecniche di sviluppo e stampa. La camera oscura diventa il suo atelier, e nel 1966 arrivano i primi concorsi e anche i primi successi, locali e nazionali, colleziona trentacinque premi e 7 segnalazioni. Da qualche anno si è convertito al digitale, ma il suo cuore resta nella camera oscura.

Quelle esposte – spiegano gli organizzatori – non sono solo belle foto a colori e documenti storici, ma rivelano anche lo sguardo dell’autore sull’oggetto, il suo modo di impadronirsi dell’immagine e di cogliere ciò che rappresenta, di preparare attraverso l’inquadratura, la composizione, la luce, quell’unico scatto capace di trasmettere con l’espressività la sua grande passione. Bellissime anche le sequenze fotografiche scattate nelle rare rievocazioni di mestieri ormai scomparsi, che ne documentano fasi e antichi modi di lavorazione manuale”.

 Il titolo della mostra non poteva che essere “Attrezzi di vita  contadina” e sarà  inaugurata domani sabato 15 luglio alle ore 17 ma si potrà visitare per tutto il periodo estivo.