Addio a “Carlein”: muore a 85 anni Carlo Carrega, anima democratica del territorio

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Carletto Carrega quando venne ferito dopo una manifestazione anti Tav a Radimero

E’ scomparso a 85 anni Carlo “Carlein” Carrega, indomabile anima democratica del territorio, sempre in prima fila nelle battaglie per i diritti politici, civili, sociali e ambientali. Un autentico personaggio che non si è mai sottomesso a compromessi, fedele alla propria onestà intellettuale e di lavoratore.

E’ stato infatti tra i primi dissidenti del Pci, partito che lui stesso definiva dopo la scissione che fece nascere Rifondazione Comunista, “traditore dei lavoratori”. Per non parlare del Pd e affini. Ai pidiessini locali (specialmente ai sindaci) si rivolgeva dicendo: “Vuiotri, di snistra, in g’hai mancu pü è brase” (“voi di sinistra non avete neanche più le braccia”). 

Da qui si denota la sua grande saggezza. Lui, “Carlein”, operaio super specializzato nella siderurgia, fautore di lotte sindacali fin dagli anni ’60, sia nel Bresciano dove ha lavorato per anni, sia all’interno dell’Ilva (all’epoca Italsider). Ma soprattutto Carlo Carrega era innamorato della terra, ovvero la stessa che viene oggi violata dal progetto del Terzo valico. Tutti, non soltanto a Novi ma anche in Val Susa, ad esempio, hanno nella mente l’enorme manifesto dove Carrega sradicava, accigliato, un paletto di sostegno delle reti arancioni della Tav, quale esempio di fermezza e determinazione.

Anche a costo di buscarsi, ultraottantenne, qualche manganellata (che del resto ha preso) da qualche agente con pochi scrupoli e coscienza. “Tanto alla mia età cosa vuoi che possano farmi….” aveva commentato. Nella sua semplicità d’animo, “Carlein” aveva quindi alle spalle una grande specializzazione siderurgica ma anche doti di coltivatore, di allevatore e di produttore di latte per la Centrale.  Era nato da famiglia contadina ma si dedicò all’attività agraria a tempo pieno nella sua cascina in località Schioppetta, a Novi, quando andò in pensione dall’Ilva. Nel Basso Pieve era infatti soprannominato “sciuppettu”. E’ stato anche socio principale della Cia, il sindacato degli agricoltori della zona.

Avrebbe potuto continuare solo questo aspetto, ma il richiamo della lotta e della passione per i più deboli era più forte di lui. Sua è stata la tessera numero 1 della Soms che i soci fondatori, dei quali lui stesso faceva parte, vollero conferirgli, proprio per onorarlo del suo passato (oltre che del suo presente) sempre battagliero. Era stato costretto a lottare anche contro l’avversità di una lunga malattia che, tutto sommato, non aveva intaccato minimamente la voglia di essere sempre in prima linea. Si è dovuto arrendere solo poco più di due mesi fa, quando si ruppe un femore a causa di una caduta. Si rimise in piedi e, straordinariamente, solo 10 giorni fa era a Pertuso alla guida della sua storica Ape come portabandiera dell’Anpi.

Carlo Carrega, sempre presente

Costretto a un andirivieni tra casa e ospedale, sempre assistito dai soci della Soms che hanno sempre individuato in lui un baluardo contro le ingiustizie. “Il ricordo di Carlein è quello di una bella persona – ricorda il presidente della Soms, Maurizio Fava – sincero, schietto, inconfondibile quando arrivava con la sua Ape Piaggio a tutte le riunioni, puntuale e preciso. Purtroppo non lascia eredi e credo che questo fosse il suo più grande rammarico, sempre attento come era a informarsi dei figli degli amici”-.

La cerimonia funebre con rito civile si terrà domani, venerdì 14 settembre, alle 11 nella Sala del saluto del crematorio di Serravalle Scrivia.