Agricoltura e sociale: un nuovo modo di fare welfare a Tortona

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Il Terzo Giorno
Piero Bonferoni e Sonia Superti, direttore e presidente de Il Terzo Giorno

«Il Terzo Giorno» è la nuova cooperativa formata da aziende agricole e operatori sociali del territorio che si prenderà cura di disabili psichici, persone in difficoltà perché hanno perso il lavoro, diciottenni che escono da comunità per minori, disorientati nell’inserirsi nel mondo del lavoro.

«Il Terzo Giorno» orienterà queste persone verso il servizio agricolo migliore in base alle predisposizioni naturali e le competenze, ne curerà la formazione e le sosterrà nell’avviamento di una attività in proprio legata all’agricoltura.

Il primo banco di prova sarà AssaggiaTortona, dall’1 al 3 giugno, dove la cooperativa inserirà persone già occupate nelle aziende agricole socie, che possano aiutare in questo evento.

La logica non è più quella dell’assistenza delle persone disagiate, ma quella della loro partecipazione attiva alla vita sociale ed economica attraverso il lavoro agricolo.

Lo spiegano Sonia Superti, presidente della cooperativa, pedagogista, e il direttore Piero Bonferoni.

«Il Terzo Giorno è costituito da soggetti diversi, appartenenti a mondi differenti – dice Sonia Superti – ma che hanno in comune la visione che il disagio sociale, così come il mondo della disabilità, possano essere affrontati mediante lo sviluppo e l’attuazione di percorsi educativi, formativi e lavorativi che partano da un lavoro di rete con le Istituzioni e le realtà presenti sul territorio. Infatti il lavoro comune, ognuno con le proprie competenze e risorse, è uno dei principi fondatori della cooperativa».
«Da sempre in agricoltura esiste una predisposizione naturale per la valorizzazione delle persone di tutte le età – aggiunge – e tale attitudine consente di alimentare un sistema locale inclusivo più umano e rispettoso delle fragilità. La prossimità e la relazione sono, infatti, valori antichi e da sempre presenti nel mondo contadino così come la solidarietà, il mutuo aiuto, la cura e l’assistenza di membri all’interno di una cerchia familiare “allargata”».

Per questo la cooperativa Il Terzo Giorno darà una mano allo sviluppo del territorio e delle comunità agricole locali, in quanto si creeranno nuove opportunità di reddito e di occupazione, offrendo concrete prospettive a persone in difficoltà.
«Non esiste più l’antica concezione di fare cooperazione sociale – dice il direttore Piero Bonferoni -. Oggi è forse più corretto parlare di impresa sociale, la cooperativa va gestita e condotta come una azienda. Questa è la vera scommessa che stiamo portando avanti. Logiche profit che si combinano con il no profit per garantire una opportunità a persone svantaggiate o anche solo meno fortunate. La scelta di operare nel settore agricolo, ovviamente, non è casuale. Crediamo che coniugare la ricchezza del nostro territorio con il sistema sociale sia una scelta giusta. Tutto questo con attenzione agli aspetti economici per restituire alla comunità un soggetto che sia in grado di auto mantenersi. Tutti i soci fondatori portano la propria esperienza personale in questa nuova cooperativa. Le esperienze professionali e le aziende agricole che hanno aderito al progetto garantiscono sin da ora la possibilità di inserimenti lavorativi. I nuovi progetti dovranno costituire l’asse portante della cooperativa agricola».