Momento molto difficile per gli agricoltori questo. Proprio nel periodo dell’anno in cui si dovrebbero raccogliere i frutti del proprio lavoro, ecco arrivare la doppia mazzata sul proprio raccolto. Infatti non bastava la gelata dello scorso maggio che ha bruciato diverse viti, né il caldo record dell’estate ormai terminata. Ora torna il tormento degli animali selvatici che stanno intaccando pesantemente la produzione agricola.

Cinghiali e caprioli infatti anche a causa della siccità estiva, si sono spostati molto, specie durante la notte e “attaccano” i campi coltivati. Il grido d’allarme è arrivato forte sia dalla Coldiretti alessandrina che dalla Regione Piemonte. L’assessore regionale Giorgio Ferrero ha infatti detto: “Ci siamo rivolti al Governo perché la situazione si fa sempre più grave, con pesanti rischi non solo per le coltivazioni, ma per la stessa incolumità dei cittadini”.

Più pacata, ma comunque diretta la visione di Roberto Paravidino, presidente provinciale di Coldiretti: “Non siamo per l’eradicamento, ma per il contenimento. Tuttavia il limite è stato superato e bisogna intervenire – ha detto Paravidino che ha sottolineato – Non chiediamo risarcimenti, ma non vogliamo danni. Un impegno concreto al fine di risarcire le imprese rispettando i tempi previsti dalla Legge 157 e cioé entro 180 giorni dal momento della perizia tecnica”.

Gli agricoltori in sostanza non hanno mezzi per difendersi da questa combinazione di clima e animali: “Gli attacchi degli ungulati sono gravissimi per le coltivazioni – dice Leandro Grazioli, direttore Coldiretti Alessandria – quando passano, scavano buche e solchi come aratri devastando tutto ciò che incontrano”. Neanche le recinzioni elettriche parrebbero quindi in grado di contenere il problema.

Resta quindi l’appello al Governo, con una vendemmia iniziata con largo anticipo e ridotta sensibilmente, e centiaia di coltivazioni intaccate, l’autunno degli agricoltori si prospetta molto grigio.