Allarme del Fai per il parco divertimenti a Pontecurone

Gli abitanti della zona sono divisi tra chi intravede nel progetto un'opportunità di sviluppo e chi invece è contrario. I sindaci: "Non ci sono documenti né atti, niente di ufficiale per ora"

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Il Fai, Fondo ambiente italiano, interviene sul progetto del nuovo parco divertimenti destinato a ospitare giostre, giochi, ristoranti, alberghi, parcheggi e altro ancora, che dovrebbe interessare in particolare il territorio comunale di Pontecurone e in misura più ridotta quelli di Casalnoceto e Rivanazzano Terme e che sta facendo molto discutere nel Tortonese, dove gli abitanti sono divisi fra chi intravede nel progetto un’opportunità di sviluppo per il territorio e chi invece è scettico o addirittura contrario.

«Sono in gioco 300 ettari di prezioso suolo agricolo, circa 3.000.000 di metri quadrati, un’estensione enorme – dice l’ente in una nota -: il Fai ha chiesto alle amministrazioni provinciali di Alessandria e Pavia e ai tre Comuni l’accesso agli atti di questa iniziativa immobiliare per meglio conoscerne le finalità e i contorni e agli amministratori di prendere posizione contraria».

Per il Fai il progetto è di altissimo impatto sotto il profilo paesaggistico, naturalistico, ambientale, culturale, storico e agricolo. «Sottrarrebbe al suolo agricolo anche preziose risorse idriche – dicono – e svilupperebbe un traffico di veicoli enorme, portando nel medio lungo periodo a un gravissimo danno per tutti. Per questo è fondamentale poter accedere al più presto ai documenti».

«Se davvero i promotori di questo progetto stessero offrendo agli agricoltori un prezzo di acquisto del terreno pari a oltre 3 volte il suo valore corrente – aggiungono -, chiedendo la sottoscrizione di un “accordo di riservatezza” essenziale ai “fini della buona riuscita dell’operazione”, si tratterebbe di un’operazione immobiliare criticabile, sulla quale la Fondazione chiede agli amministratori dei comuni interessati di esprimere con urgenza la loro contrarietà».

E ancora: «Il progetto interesserebbe una zona agricola finora miracolosamente preservata, che nel suo genere costituisce un unicum: un territorio integro con un’agricoltura particolarmente fiorente e varie cascine storiche. In quest’area sono state individuate numerose domus romane e rinvenuti molti reperti archeologici, attualmente custoditi nel civico museo archeologico di Casteggio». Senza dimenticare i vincoli imposti dal piano di gestione del rischio alluvioni della Regione.

«Non ci sono atti – dice il sindaco di Pontecurone, Rino Feltri -. E’ venuto in Comune un intermediario a dire che c’è l’ipotesi di un progetto del genere localizzato in quest’area, per il quale stanno cercando la disponibilità degli agricoltori a vendere i terreni, ma non c’è niente di ufficiale per ora. Ne riparleremo se e quando presenteranno un progetto, al momento è prematuro».

«A Casalnoceto non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione nè richiesta e non si è presentato nessuno – dice il sindaco, Ernesto Vegezzi -, per cui non abbiamo nessun documento e sono assolutamente contrario ad un progetto del genere».

Anche da Rivanazzano nessuna informazione approfondita su un progetto che non è ancora stato comunicato e dai contorni non definiti.