“Amici a pranzo”: serviti 3.800 pasti solidali

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Ovada il parroco Don Giorgio Santi e Gigi Sanna.JPG

Attualmente al Centro San Paolo sono venti gli utenti della mensa, 180 dal 2013, anno d’inizio del progetto a cura della Parrocchia di Ovada e Caritas insieme al Consorzio Servizi Sociali, San Vincenzo di Ovada.

Nel 2016 “Amici a pranzo”, il progetto di solidarietà ha servito circa 3800 pasti, cresce di pari passo con il numero di famiglie in difficoltà e crea nuove amicizie.  Alle 12,30 nel grande salone situato sotto la chiesa di San Paolo le famiglie si presentano alla distribuzione dei pasti, presentando i buoni giornalieri, che settimanalmente vengono rilasciati dal Consorzio. Il grande tavolo a ferro di cavallo accoglie come in un abbraccio persone sole di età varia e famiglie con bambini, messi a dura prova dalla crisi e dalle difficoltà della vita. In cucina ci sono 34 volontari di associazioni diverse, ad esempio il lunedì è il giorno della San Vincenzo. A turni di due dal lunedì al venerdì gli addetti, che arrivano anche dai comuni del circondario, insieme alle suore della Pietà accolgono i meno fortunati con il sorriso e i piatti forniti dalla Camst, ex Policoop.

Caritas e parrocchia mettono a disposizione la sede e i volontari, il Consorzio si occupa della parte economica. “Il numero degli utenti può variare, in questo momento è stazionario, cambia la tipologia di utenti, di tutte le età e di ogni provenienza, rispetto agli anni scorsi ci sono anche famiglie con bambini”, dicono il parroco don Giorgio Santi e il responsabile della mensa all’interno del Consorzio, Gigi Sanna. Le pietanze riempiono lo stomaco, “Amici a Pranzo” riempie il cuore. “A tavola si riesce a socializzare e a combattere la solitudine, si rafforza il senso di aggregazione.

La partecipazione dei volontari è ampia e significativa”, continua Don Santi. A volte indiretta. Ad esempio alcuni ristoratori in un determinato giorno hanno invitato gli utenti al ristorante. Il servizio mensa c’è anche in altre città, ma Ovada si differenzia. “La particolarità di questo progetto è la sinergia fra gli enti, che mettono in relazione gli assistiti ed i rispettivi servizi – concludono i referenti – così Amici a Pranzo diventa un’opportunità aggiuntiva e le persone sono assistite anche nei due giorni di chiusura”. Ma per fortuna il Centro San Paolo apre anche nei giorni festivi.