L’ex asilo di Bosio non verrà abbandonato”. Parola di Francesco Arecco, consigliere delle Aree Protette dell’Appennino Piemontese in rappresentanza dell’amministrazione comunale di Bosio. Nella prima seduta del Consiglio del Parco sono state approvate le modifiche al regolamento del personale che consentiranno a due dipendenti di prendere servizio nella sede di Carrega Ligure. Per il paese valborberino è una vittoria che consente di avere una sede per il Parco dell’alta Val Borbera, che rischiava di rimanere, a detta dei nuovi amministratori dell’Appennino Piemontese, un guscio vuoto. Una decisione che cambia la posizione dell’ente: per l’ex presidente Dino Bianchi e per il precedente Consiglio, per ragioni di contenimento dei costi, era necessario allestire una sede centrale unica nell’ex asilo di Bosio per concentrare lì tutte le attività e gli uffici, compresi quelli di Lerma.

La sede di Lerma dell’Appennino Piemontese

L’Appennino Piemontese per questo aveva stipulato una convenzione con l’Ipab titolare dell’ex asilo che prevede il recupero dei locali, anche per salvare lo storico edificio intitolato a San Giovanni Bosco. Un’operazione contrastata da Danilo Repetto, attuale presidente, quando era vice di Bianchi. Nel frattempo, però, i lavori nell’ex asilo sono iniziati ed era difficile fermare i cantieri per la nuova amministrazione dell’Appennino Piemontese. Nell’ultima seduta del Consiglio è stato quindi stabilito che l’ente avrà tre sedi: due operative a Carrega e Lerma e una amministrativa a Bosio, in via Umberto I 32, cioè quella attuale. Nessun accenno all’ex asilo durante la seduta e neppure nella delibera ma Arecco assicura: “La sede attuale di Bosio in futuro tornerà al Comune, che l’aveva messa a disposizione dell’allora Parco Capanne di Marcarolo, quando il San Giovanni Bosco sarà pronto. Il progetto della sede nell’ex asilo quindi andrà avanti: non ci sarà nessuno stop”.

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