Asili nido: mancano ancora le autorizzazioni al funzionamento

Una mozione affinché venga richiesta quanto prima, presentata da Fabio Morreale di Nuova Tortona, sarà discussa nel Consiglio del 29 novembre

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Una mozione per impegnare il sindaco e la giunta a regolarizzare immediatamente le autorizzazioni per gli asili nido perché, se venisse applicata la multa prevista dalla legge in questi casi (da 15 a 40 mila euro), sarebbe un danno erariale per l’ente; e per controllare che i patti sindacali stabiliti per l’assunzione del personale vengano rispettati. Il documento, presentata dal consigliere di Nuova Tortona Fabio Morreale, sarà discusso nel prossimo Consiglio comunale del 29 novembre.

Sulla questione degli asili nido Morreale ha già presentato una interpellanza, discussa nel Consiglio del 29 settembre, riguardo al partenariato pubblico privato per la gestione dei servizi educativi per la prima infanzia a Tortona e una interrogazione nella seduta del 30 ottobre sulle autorizzazioni al funzionamento degli asili.

«L’assessore competente, con la sue risposte, non ha soddisfatto in alcun modo le richieste formulate nell’interpellanza e nell’interrogazione – dice Morreale -, ed anzi alle esplicite richieste ha affermato: l’esistenza delle necessarie autorizzazioni; che la base normativa che riguarda le richieste di autorizzazione risalisse a una legge regionale del 2016; che per quanto riguarda le assunzioni dei dipendenti, i patti sindacali fossero stati rispettati per tutti i lavoratori. Tutto questo non è vero. Secondo la Commissione di vigilanza dell’Asl cui compete il rilascio dell’autorizzazione al funzionamento, l’articolo 26 della legge regionale 1/104 del 2004 prevede che gli asili nido debbano possedere una autorizzazione che si compone di tre fasi: giuridico-amministrativa; disamina dei requisiti strutturali; disamina dei requisiti organizzativi-gestionali. Inoltre l’esercizio di questo tipo di servizi senza autorizzazione al funzionamento comporta una multa da 15 a 40 mila euro che, se venisse applicata, costituirebbe un danno erariale per il Comune».