Annunciata per mesi, la gara per il secondo lotto del centro di documentazione della Benedicta, a Capanne di Marcarolo (Bosio), si è conclusa. Vi hanno preso parte due imprese pugliesi, la Manutenzioni srl di Molfetta la Gadaleta Ignazio di Ruvo di Puglia. Ad aggiudicarsi provvisoriamente l’appalto è stata la prima: su un base d’asta di 443 mila euro, ha presentato un ribasso del 27% contro il 25% dell’altra ditta. La Provincia a breve provvederà, fatte le necessarie ultime verifiche, all’aggiudicazione definitiva che permetterà di riattivare un cantiere fermo dal 2013, quando l’attività venne bloccata dalle inadempienze della ditta appaltatrice di allora, poi fallita, e dalle mancanza di fondi. La costruzione della “scatola” dell’edificio a ridosso dei ruderi della Benedicta è costata 810 mila euro e ora ne servono altri 750 mila per completare le opere all’interno.

500 mila arrivano dalla Regione, mentre la Provincia, in perenne crisi di risorse, cederà all’impresa un casa cantoniera a Ponti, nell’Acquese, invece dei 250 mila euro previsti che non ha nelle sue casse. Nei primi mesi dell’anno, secondo l’amministrazione provinciale, i lavori ripartiranno. Regione, Provincia, Associazione Memoria della Benedicta e Unione montana Dal Tobbio al Colma puntano a realizzare un luogo per valorizzare la storia della Resistenza e della cultura contadina locale utile anche a ospitare eventi ma i dubbi sulla sua utilità, in luogo come Capanne, restano: le Aree protette dell’Appennino Piemontese, per esempio, non hanno sottoscritto la convenzione sulla gestione.

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