Il 25 novembre si saprà se il cantiere del centro di documentazione della Benedicta, a Capanne di Marcarolo (Bosio), ripartirà o meno. Quel giorno scade infatti il bando emesso dalla Provincia per assegnare i lavori del secondo lotto, attesi ormai da tempo, grazie ai quali dovrebbe essere conclusa la costruzione dell’edificio voluto in particolare da Regione, Provincia e associazione Memoria della Benedicta per creare “un luogo di conservazione e valorizzazione delle testimonianze e del materiale d’archivio della guerra e della Resistenza nell’Appennino Ligure-Piemontese, oltre che della cultura e delle tradizioni delle popolazioni del Parco Capanne di Marcarolo”. L’intervento prevede intonaci, pavimenti, infissi e impianti idraulico, elettrico e di riscaldamento e costerà 750 mila euro, in aggiunta agli 810 mila già spesi.

Palazzo Ghilini, sede della Provincia

La Regione a fine 2018 aveva stanziato 500 mila euro, mentre la Provincia ha messo a bilancio 250 mila euro. Non avendo però tali i fondi, ha deciso di cedere la casa cantoniera di Ponti, nell’Acquese all’impresa che si aggiudicherà i lavori. L’edificio si trova lungo la provinciale 30 ed è attualmente occupato da un cantoniere: la Provincia provvederà a renderlo disponibile. Il cantiere del centro di documentazione della Benedicta era stato aperto nel 2013 per poi essere fermato dopo la rescissione del contratto con l’impresa appaltatrice, inadempiente. In seguito sono mancati i fondi e i costi sono saliti a più di 1,5 milioni. Restano dubbi sulla futura gestione dell’edificio. Sul cantiere sono state presentate interrogazioni in Consiglio regionale e le Aree protette dell’Appennino Piemontese si sono sfilate dalla gestione.

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