La terra del Terzo valico ha cominciato ad arrivare a Bettole di Tortona, la frazione tortonese (500 residenti) che si ritrova circondata da tre ex cave situate nel limitrofo territorio di Pozzolo Formigaro e dove il Cociv può portare il materiale scavato per realizzare la nuova linea ad alta capacità con un via vai ci mezzi pesanti che rischiano quanto meno di aumentare l’inquinamento atmosferico e peggiorare la situazione viabilistica senza contare i timori per lo smarino contenente amianto, se arriverà. A oggi il materiale non arriverebbe dall’Appennino ma dai cantieri di pianura tra Novi e Pozzolo. I camion hanno cominciato ad arrivare proprio dal sito più contestato, cava Bettole, il più a ridosso delle abitazioni, dal primo dicembre scorso. La cava, infatti, la scorsa estate era stata recintata e attrezzata per ricevere materiale, evitando, come per gli altri due siti, Cascinone e Pelosi, che la riqualificazione ambientale imposta nell’autorizzazione resti a carico di chi ha scavato le enormi voragini nella campagna pozzolese.

L’ingresso di cava Bettole

Cava Bettole è stata oggetto di un’interrogazione presentata dal Consigliere regionale Paolo Mighetti (M5s) nella quale si chiedeva chiarezza alla giunta Chiamparino in quanto dal 7 marzo scorso la cava risulta a disposizione del Cociv per il deposito di materiale del Terzo valico ma non è indicata nell’ultimo aggiornamento del Piano cave della grande opera, dopo essere stata inserita in passato e poi eliminata, anche come sito di “riserva”, da utilizzare in caso di indisponibilità di altre ex cave. “Bettole – ha scritto Mighetti nell’interrogazione – compare nel verbale della prima conferenza dei servizi istruttoria come sito di deposito individuato da Cociv, ma poi sparisce dal provvedimento autorizzativo”, datato 18 luglio 2017. Il Cociv sostiene invece che è tutto regolare: “Il sito Bettole è approvato nell’ambito del Piano Cave della Regione Piemonte, in base alla legge 30 del 1999. Infatti i conferimenti hanno avuto inizio anche in forza del sub-ingresso da parte del Cociv nell’autorizzazione di cava, per la riqualifica delle aree, rilasciato dalla Regione ai sensi della medesima norma. Lo stesso sito è previsto nell’ambito del Piano di Utilizzo del Terzo Valico, il cui ultimo aggiornamento è stato approvato dal Ministero dell’Ambiente nel novembre 2017”. A questo punto, spetta alla Regione fare chiarezza rispondendo all’interrogazione di Mighetti, ma intanto a Bettole c’è preoccupazione.

Uno dei camion diretti a Bettole di Tortona

“Il conferimento di materiali del Terzo valico – dicono alcuni residenti – è iniziato senza che la popolazione di Bettole di Tortona fosse preventivamente avvertita attraverso incontri pubblici da parte delle autorità preposte alla tutela soprattutto della salute pubblica. Ciò dimostra che il cittadino comune deve solo subire, non viene ascoltato, informato e quindi deve pagare solo le tasse e stare zitto”. Secondo chi abita nella frazione, “i camion sono padroni assoluti delle strade che percorrono, viaggiano talvolta a velocità molto pericolosa, hanno deroghe ai vari divieti che sono installati sulla Strada Imperatore, su parte della provinciale Pozzolo-Villalvernia, a partire dalla Strada per Merella fino all’imbocco della zona in cui si stanno svolgendo i lavori per il Terzo valico”. Tante le domande che si pongono a Bettole: “Che tipo di materiale è quello che viene messo nella cava? E perché è stato steso un telo bianco prima di depositare il materiale? Le strade di comunicazione assai strette fino a quando sopporteranno il transito dei suddetti veicoli? Si pensa già che sarà un autentico disastro (buche, asfalto distrutto e quindi altro pericolo) A chi dovremo rivolgerci per farci sentire? Nella frazione non esiste niente, neppure un esercizio pubblico. Il Terzo valico sta procurando a noi bettolesi solo danni: che cosa sarà della nostra salute considerato che anche fibre di amianto potrebbero essere presenti nel materiale che andrà a riempire queste cave? E i valori del Pm10 che potranno sforare i valori limiti?”.

A Bettole c’è anche timore per gli acquedotti della zona, che alimentano il paese, Tortona e altri Comuni: “Che conseguenze avranno considerato che tutto il terreno circostante è permeabile? L’acqua che viene erogata a migliaia di persone sarà ancora potabile?”. Ricordando che il Comune di Pozzolo Formigaro ha presentato ricorso al Tar contro il Piano cave del Terzo valico, i residenti chiedono un “confronto con le istituzioni locali, con le massime autorità del Terzo Valico in quanto abbiamo il sacrosanto diritto di essere difesi nella salute e nell’ambiente che ci circonda. Non c’è nulla da nascondere. Attendiamo un segnale”.

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