Caldo, poca acqua e scarichi fognari: ecco perché i fiumi sono pericolosi

I malesseri avvenuti dopo il bagno nel Lemme causati da fenomeni “naturali”, secondo l'Arpa. I controlli non mancano così come i divieti di balneazione

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Il Lemme a Gavi nei pressi del rione di Borgonuovo
Il Lemme a Gavi nei pressi del rione di Borgonuovo

Nessuno sversamento di sostanze chimiche ma una purtroppo difficile situazione ambientale del torrente, causata comunque anche dall’uomo. A causare i ripetuti malori a bambini e adulti che nelle settimane scorse si sono sentiti male dopo aver fatto il bagno nel Lemme a Gavi e Voltaggio, secondo l’Arpa, sono state le temperature elevate e la poca acqua presente nel torrente a causa della città, insieme allo scarico del depuratore di Voltaggio, seppure correttamente funzionante.

Un'immagine del Lemme a Gavi, in zona guado
Un’immagine del Lemme a Gavi, in zona guado

“In tutti i corsi d’acqua piemontesi – spiega Alberto Maffiotti, direttore dell’Arpa provinciale –, quindi anche nel Lemme, è in vigore il divieto di balneazione per due motivi: non ci sono le condizioni di sicurezza che si vedono, per esempio, al mare, dove, almeno nelle spiagge attrezzate, c’è un bagnino; soprattutto, però, per poter fare il bagno serve una carica batterica nelle acque molto bassa che di fatto non si può avere poiché i depuratori, per legge, possono scaricare quantità elevate di batteri nei fiumi”. Nel caso in questione, i bagnanti si sono tuffati nel Lemme, come di diceva, in un tratto a valle del depuratore di Voltaggio, seppure a distanza di alcuni chilometri. Se avessero fatto il bagno con altre condizioni climatiche, come del resto avviene da sempre, non sarebbe probabilmente accaduto nulla ma, ecco il terzo fattore che ha concorso a causare i ripetuti malesseri, “la ridotta quantità di acqua – spiega ancora Maffiotti –, insieme alle temperature elevate e al possibile aumento degli scarichi dal depuratore essendoci più persone a Voltaggio in questo periodo, ha portato a un enorme proliferare dei batteri”.

“Si deve sapere – prosegue il direttore dell’Arpa – che anche in presenza di depuratori si riscontrato nelle acque 5 mila unità di batteri per millilitro di acqua, quando per poter fare il bagno bisognerebbe avere solo 100 unità. Come Arpa i controlli vengono svolti costantemente lungo il Lemme con tre centraline, installate a Voltaggio, Gavi e Basaluzzo e i risultati sono pubblicati sul nostro sito internet”. In sostanza, chi decide di fare il bagno nel Lemme o altrove lo fa a suo rischio e pericolo, poiché il divieto è in vigore da sempre e i cartelli ci sono, anche se magari in numero ridotto rispetto a un tempo.