La falda acquifera fra Novi Ligure, Pozzolo Formigaro e Rivalta Scrivia si è alzata di sette metri a causa delle alluvioni di ottobre e novembre, per questo ci sono decine di cantine allagate ancora oggi, nonostante le precipitazioni siano finite da settimane. È quanto è emerge da una relazione dell’Osservatorio ambientale del Terzo valico. La grande opera è interessata da questa situazione poiché nell’area dove si sono verificati e sono tutt’ora in corso gli allagamenti ci sono i cantieri dove la linea ferroviaria è in corso di costruzione in trincea. L’Osservatorio ha però da subito escluso che la presenza dell’acqua nelle cantine sia addebitabile ai lavori in corso parecchi metri sotto il piano campagna: la galleria artificiale è orientata secondo la direzione di scorrimento della falda, sostiene l’Osservatorio, e quindi non crea la temuta diga che potrebbe far innalzare la falda stessa. Fatto sta che da settimane ci sono ancora persone che stanno utilizzando le idrovore dopo aver fatto intervenire inizialmente i vigili del fuoco. Venerdì scorso una cinquantina di persone si è incontrata a Rivalta Scrivia. Arrivavano da Merella, dal Basso Pieve, da Bettole, da Rivalta e dalla campagna di Pozzolo. Racconta Roberta Pernigotti, pozzolese di località Brusadini: “Tutti hanno avuto o hanno ancora le cantine allagate, una cosa mai avvenuta a memoria d’uomo, neppure con l’alluvione del 2014.

Il cantiere della galleria artificiale del Terzo valico in un’immagine di repertorio

Io avevo 2,2 metri di acqua in cantina. C’è chi si è visto allagare anche il piano terra. Abbiamo speso fior di soldi per salvare le nostre abitazioni”. Nei locali finiti a bagno tutto quello che era conservato è per la maggior parte da buttare, poi ci sono le perizie fatte eseguire ai geologi per capire cosa sia successo. L’umidità ha iniziato a salire verso i piani superiori. “E’ una roba da fantascienza – dice ancora la donna, allevatrice di cavalli – . Secondo quanto hanno spiegato i geologi, questa è una zona ghiaiosa, per cui l’acqua delle falde dovrebbe scendere e non salire. Invece, persino i pozzi erano al limite, cresciuti di parecchi metri, quando solo pochi mesi fa erano eccezionalmente asciutti”. “E’ un fenomeno – spiega il geologo Davide Fossati, incaricato da alcune famiglie – nuovo e localizzato in questa zona, a mio avviso indipendente dalla quantità di pioggia caduta. Il Terzo valico? Al momento non ci sono elementi per sostenere questa tesi. Prima si devono raccogliere i dati”. Secondo l’Osservatorio del Terzo valico, la falda in questione di solito è profonda da otto a dieci metri dal piano campagna, quindi non interessa gli edifici né le cantine. La Provincia si è detta disponibile a eseguire misurazioni nei pozzi per comprendere la situazione e le sue cause.

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