Carlo Buscaglia: “Al via i progetti per il biodistretto nelle Terre del Giarolo”

Macchinari innovativi, promozione all’insegna dell’unità territoriale grazie al finanziamento della Regione

0
752
Terre del Giarolo - Foto Adriano Giraudo

Che la tenacia porti al successo, lo hanno affermato anche i più talentuosi personaggi del mondo, ed è stato proprio con la tenacia che il territorio  del “Giarolo” ha raggiunto l’obiettivo, ottenendo  circa 500 mila euro.  Un finanziamento regionale, concesso all’ex Comunità  montana,  in prima battuta destinato alla realizzazione di impianti per le energie alternative, il progetto fallisce, i soldi rimangono a disposizione dell’Ente, ma poi la legge “Maccanti”, targata Lega, decide che le Comunità montane debbano chiudere per essere sostituite da Unioni; arriva il commissario liquidatore che affida quel prezioso malloppo a “Città del Bio”, in teoria per la realizzazione di un biodistretto, in pratica “Città del Bio”, una sorta di associazione di enti, intende spendere i soldi per una serie di analisi e studi, giudicati inutili dal territorio.

Carlo Buscaglia

Insorgono gli amministratori locali (quasi tutti), che insieme ai consorzi di produttori iniziano una sfibrante battaglia per evitare lo sperpero del denaro e usarlo invece per azioni concrete. La Regione recepisce il messaggio e, esattamente una anno fa, chiede come il territorio intenda spendere i soldi, il progetto viene presentato, la Regione lo approva e i soldi tornano nelle Valli. A fare da capofila per la gestione del denaro è l’Unione Terre Alte, quindici comuni tra le valli Borbera, Curone, Grue, Ossona e Spinti. Direttore d’orchestra è Carlo Buscaglia, sindaco di Dernice, che con l’incarico di portavoce sia dei sindaci, sia dei produttori , ha condotto la trattativa.

E’ stata determinazione, talento o avete preso il presidente Sergio Chiamparino per stanchezza?

Sergio Chiamparino a Carrega Ligure

Si, forse per stanchezza…. Scherzo, è più probabile che il nostro progetto, presentato un anno fa, sia piaciuto.  E’ un bel progetto ed è  concordato tra tutto il territorio, le tre Unioni, i comuni  che attualmente non aderiscono a nessuna Unione: Montacuto, Brignano frascata e Cerreto Grue, e naturalmente i consorzi dei produttori: Piemonte Obertengo, Pesca di Volpedo, Montebore, Carne all’Erba, Salame Nobile del Giarolo, ma anche le associazioni albergatori, ristoratori e agrituristiche. L’importo del finanziamento è di 468 mila euro e altri 46 mila euro che corrisponde al 10% a carico delle aziende.

Come saranno spesi?

Di questi 468 mila euro, l’80% sarà usato per i progetti concreti e  il 20% utilizzato per la promozione territoriale, che significa che circa 90mila euro saranno investiti per la promozione territoriale e una quota è stata stanziata per la costituzione del biodistretto. La Regione ha già versato 135.000 euro nelle casse delle Terre Alte e man mano che i soldi vengono spesi , l’Unione salda le fatture.

I progetti di acquisto sono quindi stati tutti approvati, ricordiamo come si stanno spendendo questi soldi?  

Peschi in fiore in Val Curone

Certo.  Li stiamo spendendo per acquistare un’imbottigliatrice ecologica isobarica ad elevata tecnologia di lavorazione; un’attrezzatura per la cernita e calibratura della frutta,  per l’attivazione di un servizio di impollinazione dei frutteti e di un protocollo per il biomonitoraggio attraverso le api che, sono il primo indicatore di bontà dell’aria; aggiungeremo, alle quattro  già esistenti, sette centraline meteorologiche agro informative, che possono essere utilizzate sia nella filiera del vino e della frutta, sia utili per l’allerta della Protezione civile, queste stazioni saranno collegate con un sistema informatico che copre il territorio. C’è anche un  progetto per lo sviluppo della castanicoltura e molto altro. Poi ci sarà tutta la parte promozionale, questo aspetto lo cureranno i Comuni che, creeranno dei canali di comunicazione per raccontare tutto quello che c’è da vedere e da fare nel loro territorio. Questi progetti devono assolutamente concludersi entro il 31 dicembre.

Il 26 maggio ci saranno le elezioni, in alcuni Comuni i sindaci uscenti, inevitabilmente saranno sostituiti per aver concluso il loro terzo mandato, tra loro il presidente dell’Unione Terre Alte, Giorgio Torre e forse anche altri sindaci non verranno rieletti, in questo caso non è che ricomincerà tutta la solfa?

No perché il progetto è avviato, ora il compito è del responsabile del procedimento che dovrà solo terminarlo. Non è una questione politica.

A proposito di politica, parliamone un po’. Anche la faccenda Unioni non è proprio un parto facile, anzi, ma nonostante le difficoltà, ora qualche piccolo risultato lo avete ottenuto, la domanda è la stessa: se cambieranno i sindaci  si ripartirà da zero?

E’ vero, l’Unione continua a essere un parto difficoltoso ma qualche passo avanti è stato fatto, innanzitutto siamo ben quindici Comuni uniti e questo è una tappa importante. Anzi, spero che i tre Comuni che in questo momento non ne fanno parte  entrino nell’Unione Terre Alte, che si prosegua per raggiungere gli obbiettivi prefissati e che i legami si rafforzino ulteriormente. Ora, tra l’altro, stiamo costituendo con atto notarile il biodistretto delle Terre del Giarolo, e questo biodistretto sarà al servizio di tutti i trenta Comuni dell’ex Comunità montana; questa è un’iniziativa concreta per tenere unito il territorio anche se ora, purtroppo, siamo divisi in tre Unioni. Sono fiducioso che il biodistretto ci unirà e ci aiuterà a lavorare insieme.