Carrosio: il sindaco nega la discussione, la minoranza diserta il Consiglio comunale.

Proposti vari temi, tra cui il cambio dell'intitolazione della scuola. Per Valerio Cassano non sono argomenti di competenza dell'assemblea. L'opposizione si rivolge al prefetto.

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Il Consiglio comunale di Carrosio

A Carrosio il sindaco Valerio Cassano nega la discussione in Consiglio comunale su una serie di argomenti proposti dalla minoranza e la questione finisce all’attenzione del prefetto. L’opposizione il 3 novembre aveva chiesto la convocazione dell’assemblea comunale chiedendo di discutere di cinque argomenti. Due erano riferiti alla scuola elementare: per l’edificio erano state proposte il cambio dell’intitolazione, finora riferita a Felice Costa, ex podestà fascista del paese, e una modifica al progetto di manutenzione straordinaria e di riqualificazione energetica da 260 mila euro. Inoltre, un altro punto dedicato all’ex bar centrale, proprietà comunale dal 2007, dove si intendono spendere circa 500 mila euro di fondi pubblici del Terzo valico, e una proposta riferita all’utilizzo dello stemma Comunale. L’ultimo, riguarda una modifica al regolamento del Consiglio comunale. Cassano ha consentito la discussione solo su quest’ultimo tema nella seduta convocata per domani sera, mercoledì, alle 21, sostenendo che gli altri argomenti non sono di competenza consiliare.

Carrosio, il sindaco Valerio Cassano (a sinistra) con il segretario comunale Giancarlo Rapetti
Carrosio, il sindaco Valerio Cassano (a sinistra) con il segretario comunale Giancarlo Rapetti

“Nel ruolo di presidente del Consiglio comunale – ha spiegato il primo cittadino – e quindi di garante della legittimità delle sedute consiliari, ho proposto alla minoranza una discussione in sede di “comunicazioni del sindaco” (quindi senza nessuna votazione, ndr) ma telefonicamente ho ricevuto un rifiuto. Rispetto al progetto riferito alla scuola, c’è la disponibilità a far intervenire i tecnici per spiegare gli interventi previsti, già finanziati”. La minoranza ha già fatto sapere che non parteciperà, per protesta, alla seduta consiliare di domani.

Un’altra immagine del Consiglio di Carrosio

Non possono esserci limitazioni o veti alla trattazione di argomenti di interesse pubblico e collettivo – ha scritto il capogruppo Piero Odino – che necessitano, a nostro avviso, di azione di indirizzo e controllo da parte del Consiglio Comunale”. L’opposizione ha quindi informato il prefetto, Romilda Tafuri, ricordando che lo statuto comunale stabilisce che “il sindaco convoca il Consiglio comunale quando la richiesta sia formulata da 1/5 dei consiglieri, entro dieci giorni dalla data di ricevimento della richiesta. Tale periodo risulta inoltre scaduto il 14 novembre”. Richiesta inoltre una verifica “sulle motivazioni che possono escludere un Consiglio dall’esprimersi su tematiche importanti di interesse collettivo”.