Cheirasca, quinta asta per lo storico palazzo che ispirò Umberto Eco

Ridotto a un terzo il valore dell'edificio, in parte crollato, e dei terreni dove il Comune aveva autorizzato decine di villette

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Scende a quasi un terzo il valore di quel che resta del palazzo della Cheirasca e nonché dei terreni circostanti, a Gavi. Il giudice di Alessandria che sta seguendo l’esecuzione immobiliare richiesta dalla banca Unicredit e dal fallimento della Tenso One Design di Ancona nei confronti delle società proprietarie dei beni, la Old Farm e la Asti Resort di Milano, promotrici della colata di cemento con decine di villette e centro benessere, ha optato per un nuovo tentativo dopo l’esito negativo dei quattro precedenti, quando non è stata presentata nessuna offerta.

gavi palazzo cheirasca
Un’altra immagine del palazzo, in parte crollato

Nella prima asta il valore di vendita complessivo dei due lotti era di quasi 3 milioni di euro, scesi ora a poco più di un milione nel quinto tentativo di cessione che si svolgerà il 21 giugno nello studio del commercialista Lorenzo Dutto, in corso Roma ad Alessandria. Unicredit aveva creduto nella realizzazione del progetto (come l’amministrazione comunale), con tanto di parco con animali selvatici arrivando a prestare alle società 7 milioni di euro per l’acquisto dello storico palazzo e altri 4,4 milioni per la realizzazione del progetto, ridotti poi a 1,9 milioni nel 2008, quando il cantiere, aperto nel 2006, è stato chiuso dopo che le aziende e le maestranze hanno cominciato a non essere pagate.

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La piscina coperta realizzata in parte abbattendo un’ala del palazzo

Le conseguenze sono nonostante pesanti, tra l’altro, per la Tenso One Design di Ancona, impresa che ha realizzato la copertura della piscina costruita dopo l’abbattimento di un’ala dello storico palazzo settecentesco, uno dei luoghi dove Umberto Eco, negli anni Settanta ha trovato ispirazione per il suo romanzo più famoso, “Il nome della rosa”. Nonostante lo stop al cantiere nel 2009 il Comune ha approvato la convenzione con le due società per la realizzazione delle decine di villette. Il palazzo, fine alla fine degli anni Ottanta, era proprietà del pittore Eugenio Carmi. Trasformato in un albergo ristorante negli anni Novanta, è rimasto chiuso da allora. Nel 2006-2007 è stata abbattuta la parte superiore dell’edificio. Dallo scorso anno sta crollando anche la parte più antica e la strada è stata cancellata dall’alluvione del 2014. Il cantiere da dieci anni circa è pericolosamente aperto a chiunque.