Cibo gratis per i cani da pastore per salvare i lupi (e le pecore)

Accordo tra l'ente di gestione delle Aree protette dell'Appennino Piemontese e Almo Nature, azienda ligure che fornirà le crocchette agli allevatori di bestiame

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(foto Francesca Mantero)

Dopo i parchi liguri, anche l’ente di gestione delle Aree protette dell’Appennino Piemontese (l’ex Parco Capanne di Marcarolo) ha stipulato l’accordo con Almo Nature, azienda di Genova produttrice di cibo per animali, per la fornitura gratuita di crocchette per i cani da pastore per gli allevatori dell’area protetta (e non solo). L’obiettivo è tutelare, oltre al bestiame da allevamento, anche i lupi, evitando che gli allevatori, esasperati per gli attacchi al bestiame, uccidano i lupi. Un esperimento già messo in pratica e, a quanto pare riuscito, nei parchi liguri, l’Antola e il Beigua, e che ora approda anche in Piemonte. L’accordo tra le Aree protette dell’Appennino Piemontese e la Almo Nature sarà valido per tutto il 2018. All’ente verranno forniti i sacchi di crocchette da distribuire agli allevatori che aderiranno.

Roberto Pisani con Barbara e i loro cani

Roberto Pisani è titolare, con la moglie Barbara, dell’agriturismo La Sereta, nella frazione Tegli a Fraconalto. L’azienda agricola è stata aperta nel 1990 e da anni risente del ritorno del lupo sul nostri monti. Roberto è da sempre molto attenta all’ambiente, ma non nega che la presenza del predatore possa creare problemi alle attività dell’uomo, a cominciare proprio dalla sua. “A luglio – spiega – ho subìto tre attacchi da parte del lupo, perdendo tre pecore. In totale, negli ultimi anni, ne ho perse otto. La sera ormai sono costretto a chiuderle nella stalla invece di lasciarle sempre al pascolo. Questo significa, per cominciare, maggiori costi per acquistare il fieno. Subito dopo ho comparato un cucciolo di cane da pastore che finora, data l’età, non è ancora un deterrente efficace per il lupo, ma sta ovviamente imparando. Aderirò senz’altro all’iniziativa del Parco perché l’obiettivo è positivo ma va detto chiaramente che non può bastare”.

L’agriturismo La Sereta

Roberto ricorda che per contrastare il lupo in maniera efficace servono, oltre alle recinzioni tradizionali, anche quelle elettrificate: “Devono essere presenti entrambe, da sole non bastano infatti per impedire gli attacchi al bestiame. E per installarle servono soldi e tempo, quindi lavoro che si sottrae alla normale attività di allevatore. Per questo lo Stato deve coprire al 100% queste spese se vuole sperare che nessuno abbandoni l’allevamento e non si metta a sparare ai lupi”. Nell’area protetta gravitano i tre branchi certificati in provincia tra Val Borbera, dove l’ente gestirà il futuro parco a Carrega Ligure, Val Lemme e a Capanne di Marcarolo.