La soluzione è la privatizzazione, a questo punto”. Giuseppe Licata, presidente dimissionario del Cit, dice la sua a proposito della situazione del consorzio di trasporti novese, dopo che i sindacati, la scorsa settimana, hanno lanciato l’allarme sul servizio a rischio per via delle condizioni dei bus, molti dei quali vecchi e in pessime condizioni. Il piano triennale di rientro dalle perdite del consorzio prevedeva l’acquisto di dodici mezzi in tre anni, di cui sei nel 2019, quattro nel 2020 e due nel 2021, sui trenta oggi in dotazione. Molti sono infatti vecchi e fonte di costi per la continua manutenzione cui devono essere sottoposti, oltre al rischio di non poter essere utilizzati e quindi di non poter svolgere le corse previste. Soltanto che nulla si è mosso sotto questo aspetto. “Lunedì – dice il sindacalista Fabio Poddighe – inizierà l’anno scolastico e ci stiamo organizzando i turni di lavoro contando purtroppo su mezzi ormai vetusti. Faremo i salti mortali per garantire il servizio. Cercheremo di utilizzare lo stesso mezzo su più turni. Nel prossimo incontro in programma dal prefetto c’è da discutere con urgenza della situazione del parco mezzi e della continuità aziendale non solo dal punto di vista del bilancio ma anche dell’erogazione del servizio ai cittadini”.

I bus nel Cit nella ex cava di Gavi

I Comuni soci hanno rispettato il piano di rientro coprendo le perdite, che per il 2018 ammontano a 670 mila euro circa, ma non hanno fornito garanzie per far sì che il Cit possa ottenere i fondi per l’acquisto dei bus. “Non è stato possibile fare investimenti – dice il presidente Giuseppe Licata, dimissionario insieme al cda dopo le elezioni comunali di giugno – poiché i Comuni non hanno prestato le garanzie annunciate. Posso capire le difficoltà delle amministrazioni comunali a fare investimenti del genere ma la realtà è questa. A questo punto – prosegue Licata – chi guiderà il Cit dovrà per forza di cose interloquire con i privati, l’unica soluzione per poter fare investimenti per questa azienda. Altrimenti, c’è il pericolo che i servizi di trasporto pubblico possano saltare”. La decisione sul futuro del Cit spetterà al nuovo consiglio di amministrazione che sarà eletto dall’assemblea dei sindaci dei Comuni soci, dove un peso importante varò la nuova amministrazione comunale di centrodestra. Importante sarà anche ascoltare i sindacati, che rappresentano i circa quaranta lavoratori del Cit. Il 16 settembre riprenderà servizio nel consorzio novese l’ex direttore generale Giovanni Collareta, che torna con il ruolo di direttore tecnico al posto di Alberto Moretto, andato in pensione. Collareta fino al 15 settembre lavorerà per la società Riviera Trasporti Piemonte. Per lui arriverà un contratto annuale come Co.co.co.

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