Commemorazione delle vittime del deragliamento del treno

Una tragedia per troppi anni dimenticata

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Località Gnocchetto

BELFORTE MONFERRATO. Oggi, sabato 25 febbraio,presso la lapide che si trova vicino alla Chiesa del Santissimo Crocifisso di Gnocchetto, il sindaco di Belforte ha ricordato le 17 vittime del deragliamento ferroviario avvenuto il 27 febbraio 1945. A seguire  è stata celebrata la messa in suffragio dei defunti. Quest’anno ricorre il 72° anniversario del tragico fatto accaduto nel territorio del Comune di Tagliolo-Belforte (oggi Comune di Belforte).

“Sulla linea ferroviaria Genova-Acqui, i partigiani organizzarono un attentato ad un treno, su cui dovevano trovarsi soldati tedeschi, che doveva giungere in località Santo Criste, verso le 19.30 – raccontano gli abitanti e il Coordinamento iniziative del Gnocchetto- però  da Genova, per circostanze mai chiarite, venne fatto partire prima l’accelerato per Torino, carico di pendolari, che raggiungevano le famiglie sfollate in Piemonte. Quando il treno giunse nel punto in cui erano stati allentati alcuni bulloni dei giunti delle rotaie, la motrice si staccò dalle vetture, la prima vettura ed il bagagliaio si rovesciarono nel ritano e le altre vetture si inclinarono su un fianco”.

Il deragliamento ebbe luogo sul ponte che collega la galleria della Rocca con la galleria del Ciso, nella valle del Ritano del Cecio, sul confine con la Liguria. I morti furono diciassette, i feriti ventitré. Quindici persone morirono sul posto, un passeggero morì all’ospedale di Ovada, ed un altro a Genova. Sul posto intervennero i militi della Croce Rossa di Genova ed una parte dei feriti vennero trasportati all’ospedale di San Martino.Le opere di soccorso furono ardue; giunsero medici, vigili del fuoco, furono usate fiamme ossidriche per liberare gli imprigionati tra le lamiere. Uno spettacolo terrificante tra pianti, lamenti, urla. I tedeschi fecero distribuire un manifestino, dal quale risultavano 26 morti e 40 feriti. All’alba, erano pronti a distruggere tutto l’abitato di Gnocchetto, se tra i morti si fosse trovato un solo tedesco. Ciò non accadde e la frazione fu salva.

Il monumento in ricordo delle vittime è stato inaugurato il 27 febbraio dello scorso anno, con i nomi di 15 vittime, dato che nessuno ricorda chi fossero le due persone che non morirono sul posto.

Le vittime decedute a Gnocchetto:

Domenico Camera di Genova, 33 anni, manovale

Martino Daidone di Genova, 36 anni, marittimo

Alberto Ferrando di Genova, 44 anni, esercente

Adolfo Lanzarotti di Genova, 42 anni, pescivendolo

Giuseppe Musumeci di Genova, 23 anni, marittimo

Antonino Marino di Genova, 42 anni

Andrea Scurfogliozzo di Genova, 38 anni

Aristide Monzeglio di Genova, 50 anni

Giuseppe Cabella di Gavi, 39 anni, operaio

Giuseppe Cavallero di Genova Sestri, 40 anni, elettricista

Virginia Lolli di Rapallo, 32 anni

Bruno Cevasco di Bargagli, 30 anni, contadino

Domenico Guarnaschelli di Chiavari, 61 anni, conduttore ferrovie

Giuseppe Romani di Genova Rivarolo, 52 anni, manovale

Demetrio Massimo Marzocchi di Torino, 36 anni, falegname.