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La talpa del cantiere basso Pieve a Novi Ligure

Grazie al Terzo valico si potranno conoscere “Paesaggi, storie e sapori delle Terre dei Giovi” con una “ciclocamminata” di due giorni. Non è uno scherzo: forse per dimenticare il rischio amianto, i disagi viabilistici, gli arresti per corruzione, le infiltrazioni della ‘ndrangheta e i dubbi sull’utilità dell’opera c’è chi punta a “valorizzare” il territorio dal punto di vista turistico grazie alla Grande opera da 6,2 miliardi, nonostante i cantieri che hanno letteralmente trasformato intere aree e cambiato in negativo proprio il paesaggio.

Iolanda Romano, commissario del Terzo valico
Iolanda Romano, commissario del Terzo valico

Oggi, alle 18, nella sala del consiglio provinciale di Alessandria, il commissario straordinario del Terzo valico Iolanda Romano presenterà l’iniziativa insieme ai rappresentanti delle associazioni del territorio che hanno aderito, ai sindaci e alla Regione. Un progetto creato nell’ambito nell’ambito del Progetto condiviso di sviluppo, quello per il quale i sindaci stanno dibattendo da mesi per spendere i 60 milioni di euro promessi da Rfi e dallo Stato, per il quale, ha fatto sapere di recente la Romano su Facebook, sono in corso di valutazione 20 progetti, senza però dire quali.

Silvia Bona (No Amianto Terzo valico Alessandria) e Mario Bavastro (Legambiente Val Lemme)
Mario Bavastro (a destra)

Non tutte le associazioni del territorio sono state interpellate, altre hanno detto “no, grazie”, come gli Amici del Forte di Gavi, che hanno considerato poco sensata la “ciclocamminata” turistica. “Come consigliere del Parco dell’Appennino Piemontese – spiega Mario Bavastro, rappresentante delle associazioni ambientaliste -, nella seduta del Consiglio di domani a Bosio chiederò che l’ente non aderisca a questa iniziativa assurda, utile solo a gettare fumo negli occhi alla popolazione. Il portare avanti i lavori del Terzo valico e la crescita turistica del territorio sono incompatibili, come è sotto gli occhi di tutti ormai da tempo. Ancora una volta si sprecano soldi pubblici per nascondere la realtà di quest’opera”.