“Correre è un sogno”

Il professore con la passione per lo sport: camminerà per 285 km in 48 ore

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SAN CRISTOFORO. L’Ovadese è mobilitato al seguito del podista, Massimo Oliveri, 48 anni, che è originario di Novi, ma abita a San Cristoforo con la famiglia ed insegna educazione fisica alle scuole medie di Ovada e Silvano d’Orba.

Da oggii, sabato, fino al primo maggio disputerà la 4^ Ultra maratona Milano-Sanremo. Il percorso della corsa, che da piccolo sognava di vincere in bici, diventa l’impresa di una vita. Da scarpinare 285 km nel tempo massimo di 48 ore con partenza il 29 aprile alle 10 a Milano e arrivo alle 10 di lunedì a Sanremo.

“Non è una una competizione ma una sfida con se stessi”, dice il professore, formatore della Scuola nazionale dello sport, già preparatore atletico della nazionale di tennis tavolo alle Paralimpiadi del 2012 ed attuale allenatore del settore giovanile della Pozzolese volley femminile, di cui fa parte anche la figlia Gaia di 13 anni, la sua prima tifosa con il figlio Luca di 9 e la moglie Barbara. Ha corso la prima maratona nel 2008, all’attivo ne ha 10 più un’infinità di mezze maratone e ottimi piazzamenti alle ultra maratone del Passadore e di Seregno.

Nel 2015 il podista si è ritirato al km 185 per un blocco muscolare, nel frattempo ha subito un’operazione al tendine, all’inizio del 2016 non camminava, da settembre, calibrando il carico, ha ripreso gli allenamenti, che ora si snodano su lunghe percorrenze, anche di 130 km. Alcuni amici di sempre, altri ritrovati e nuovi sostenitori, fra cui Piero Trucco, Paola Bergaglio, Patrizia Parodi, Massimo Subbrero, Maurizio Bosio, Gianni Tomaghelli, Niccolò Vignolo, Fabrizio Marravicini, Giancarlo Faragli lo seguiranno a turno durante il percorso per assicurare i rifornimenti, quasi tutti in forma liquida. Gli altri tifosi aspetteranno il transito della corsa, che a Novi è previsto oggi, sabato, alle 20,30 e alle 23,30 a Ovada, dove in prossimità dello sferisterio avverrà il controllo degli iscritti. Avrà il pettorale n.37.

L’impresa ha scatenato un grande seguito di appassionati e simpatizzanti, studenti a cui il professore ha dedicato un pensiero prima della partenza. “In tanti mi chiedono chi me lo fa fare, oltretutto non ci sono premi in denaro – racconta Oliveri – partecipare, mettendocela tutta, per arrivare fino in fondo è un modo per dire ai miei ragazzi ed ai mie figli che val la pena coltivare una passione, che fa star bene e che ci sono limiti naturali, ma si può tentare di superarli con impegno, sacrificio e dedizione, accettando il risultato“. La Milano-Sanremo a piedi è un’impresa al limite della resistenza umana, che impegnerà i professionisti più allenati al mondo. Tuttavia per Oliveri la prova è semplice come la vita: “I rischi da affrontare sono tanti, ci saranno momenti di crisi, li supererò, ma non so quanti e fino a che punto”.

In via Bellini vicino al museo dei Campionissimi, dove da bambino Oliveri con il papà Tiglio sognava di correre in bici la Milano-Sanremo, ci sarà ad applaudire il suo passaggio anche la mamma Vera.