Covid-19. I sindacati dei Medici: “Inerzia condita da incapacità previsionale della Regione Piemonte”

Cgil, Cisl e Uil Medici e Dirigenti SSN chiedono un cambio di rotta e nuove assunzioni di personale medico e infermieristico per far fronte alla pandemia

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Palazzo Lascaris, sede della Regione

Se la Regione non provvederà nelle prossime ore ad una massiccia assunzione di personale sanitario, tecnico sanitario e di supporto, siamo pronti a mobilitarci”.

L’appello lo lanciano i Sindacati di categoria Cgil, Cisl e Uil Medici e Dirigenti SSN che, prendendo atto della drammatica situazione che stiamo vivendo spiegano: “In questi ultime settimane abbiamo assistito ad una serie di gravi carenze programmatiche da parte della Regione in merito al contrasto dell’emergenza Covid e la messa in sicurezza di tutto il personale del Servizio Sanitario Regionale. Tra le varie spiccano certamente  la mancata attivazione dei Covid Hospital e la tardiva e in alcuni casi discutibile riorganizzazione della Rete Ospedaliera mediante la riconversione di 16 Presidi Ospedalieri del territorio piemontese; il mancato potenziamento del territorio e dell’assistenza infermieristica domiciliare; la tardiva esecuzione dei tamponi per il personale delle Aziende Sanitarie Locali e delle Aziende Ospedaliere del Piemonte, che ha determinato l’incompleta mappatura degli organici (che ad oggi si stima che i dipendenti contagiati superino il migliaio di unità) e il prevedibile collasso dei laboratori analisi ospedalieri che hanno dovuto far fronte ad afflussi abnormi di utenti al di sopra della capacità di risposta; l’assenza di garanzia per tutto il personale della distribuzione delle mascherine FFP2.

covidtest1_internoOltre tutto ciò, dobbiamo constatare con assoluto disappunto che di fronte ad una emergenza sanitaria che sta travolgendo il nostro territorio come tutto il Paese, la Regione abbia dato indicazioni alle Aziende Sanitarie di “redistribuire ed impiegare per le attività ospedaliere, territoriali e di prevenzione connesse al trattamento ed al contenimento dell’epidemia Covid” il personale “liberato dalle attività ordinarie”, piuttosto che intervenire con un provvedimento d’urgenza per l’assunzione straordinaria di personale sanitario, tecnico sanitario e di supporto.

E’ del tutto evidente che servono immediatamente assunzioni a tempo indeterminato, in numero adeguato, che garantiscano non solo la copertura del turn over ma anche l’aumento e il rafforzamento strutturale delle dotazioni organiche.

Infine, troviamo incomprensibile, da parte della Regione, l’avvio di bandi di assunzione per tempi determinati della sola durata di 12 mesi quando, a rigor di logica, prolungare la durata contrattuale fino a 36 mesi consentirebbe una risposta in termini di candidature maggiormente apprezzabile poiché più attrattiva, dando luogo alla possibilità futura di avviare un percorso di stabilizzazione.

Foto Ansa

Avevamo segnalato tutto questo già in primavera, con larghissimo anticipo rispetto alla drammatica seconda ondata pandemica. Memore degli enormi sforzi e sacrifici fatti dal personale sanitario durante la prima ondata, la Regione Piemonte poteva fare molto per potenziare la capacità di risposta a questa nuova emergenza garantendo quel bene collettivo primario che è la salute e la sicurezza di chi lavora per garantirla a tutti.

Avremmo sperato di non dover denunciare, nuovamente, gli stessi gravi fattori di rischio per il personale già denunciati a marzo e la stessa sostanziale inerzia condita, questa volta, da incapacità previsionale della Regione Piemonte. Per tutto quanto sopra annunciamo che, se nei prossimi giorni non verrà invertita la rotta e la Regione non darà un effettivo riscontro alle nostre richieste di assunzioni straordinarie, siamo pronti a mobilitarci a salvaguardia delle lavoratrici e lavoratori del Servizio Sanitario Regionale”.