Due paesi in lutto per la morte di Alessandro e Giovanna su quel maledetto ponte.

Bandiere a mezz'asta ad Arquata e Serravalle. I funerali sabato alle 10,30 nella parrocchia di Arquata. Il ricordo del Gruppo Arquatese Astrofili.

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Due paesi in lutto per la morte di Alessandro Robotti, 50 anni, e della moglie Giovanna Bottaro, 43, morti alla vigilia di ferragosto nel crollo del viadotto Morandi, a Genova, lungo l’autostrada A10. La coppia martedì stava tornando da Varigotti, località del ponente ligure dove si recava spesso; sulla loro auto stavano percorrendo il viadotto proprio nel momento del crollo. La vita di Giovanna e Alessandro si è frantumata insieme a quel ponte. I loro corpi sono stati recuperati nel letto del torrente Polcevera.

Ieri il Comune di Arquata Scrivia, paese d’origine della coppia, aveva proclamato il lutto cittadino mantenendo solo le manifestazioni religiose dell’Assunta e del patrono, San Rocco, in programma nel pomeriggio;  oggi bandiere bandiere a mezz’asta anche a Serravalle Scrivia, dove  Alessandro e Giovanna abitavano da qualche tempo,  l’amministrazione comunale, ha annunciato anche l’affissione di manifestati di partecipazione al cordoglio.

I funerali di Stato sono stati fissati per sabato alle 11,30 nel padiglione Jean Nouvel alla Fiera di Genova ma i parenti della coppia hanno deciso di dare l’estremo saluto ai loro cari in forma privata, sabato mattina alle 10,30 nella chiesa parrocchiale di Arquata. Domani sera, venerdì 17 agosto, alle 20.30, il rosario.

Alessandro Robotti era appassionato di astronomia e da anni era attivo del Gast, il Gruppo arquatese astrofili.

Alessandro Robotti

L’associazione lo ha ricordato così su Facebook: “Abbiamo aspettato a scrivere questo post perché siamo ancora increduli per quello che è successo. Ma soprattutto non avremmo mai voluto scrivere un post del genere. Quest’estate con il GAST ed in particolare noi “four cats”, come ci avevi soprannominato proprio tu, abbiamo fatto un sacco di date. Eravamo a sgomitare in mezzo alla gente a Lerma durante la sera dell’eclissi e ad abbuffarci al Maglietto la settimana scorsa per la serata delle stelle cadenti. Ad aspettare il cielo sereno durante la notte delle candele ad Arquata e a filmare il temporale al Fiorile qualche tempo fa. E così è stato per anni. Potremmo elencare una marea di serate passate insieme. Le serate a Moasca (sembra passata un’eternità) che finivano al Capo Nord davanti ad una bistecca, i viaggi allo star party di Ostellato o quelli a Saint Barthélemy.

Un evento organizzato dal Gast nel Forte di Gavi

Tra pochi giorni saremmo dovuti essere ancora una volta insieme a Carrosio per l’ennesima serata, sempre i soliti 4 gatti, a fare quello che ci piaceva e che ci divertivamo a fare: mostrare la bellezza e la grandezza del cosmo a tutti, grandi e piccini. Con le nostre solite magliette blu, a caricare e scaricare cavalletti, tubi e valigette, ad imprecare per le immancabili zanzare e a cercare la posizione migliore per posizionare i telescopi. E poi con quelle ridicole torce in testa a fine serata per smontare tutto, spesso aiutandoci a vicenda. Quel maledetto ponte si è portato via un amico prima di tutto ma anche uno dei pilastri di questo piccolo gruppo di amici, nonché astrofili. D’ora in poi le serate col naso all’insù non saranno più le stesse. Ci mancheranno i tuoi battibecchi con Daniele, le tue battute, e soprattutto alla gente mancherà la tua infinita pazienza nel far fotografare luna e pianeti per avere un ricordo da portare a casa a fine serata. Ciao Ale”. L’evento in programma domenica sera a Carrosio è stato annullato, così come altri eventi nell’Ovadese.

Un’immagine notturna del disastro di Genova

La questura di Alessandria ricorda intanto l’impegno dei suoi agenti, in particolare della pattuglia della polizia stradale di Ovada, tra i primi a prestare soccorso.

In prossimità del viadotto gli agenti hanno visto diverse persone che correvano prese dal panico e urlando dicevano che il ponte era crollato. Il traffico era bloccato, gli agenti sono scesi dall’auto di servizio e correndo sono arrivati fino all’inizio del viadotto, qui si sono resi immediatamente conto della gravità.  C’era ancora molta gente sotto shock che evidentemente non sapeva cosa fare. Nonostante il rischio elevatissimo, senza perdersi d’animo gli agenti mettendo a rischio la propria incolumità,  hanno allontanato e portato tutti in zona sicura, inoltre hanno controllato che su tutti i veicoli rimasti fermi sul ponte non vi fosse nessuno al loro interno.