La svolta nelle indagini  arriva a poche ore dai funerali di Matteo, Marco e Antonino, indagini che hanno portato in pochi giorni ad un primo risultato grazie alle attività serrate dei carabinieri, agli ordini del colonnello Michele Angelo Lorusso. E’  stato confermato pochi minuti fa,  nel corso della conferenza stampa il nome del fermato, interrogato nella notte dai carabinieri  per l’esplosione della cascina di Quargnento che la notte tra il 4 e il 5 novembre ha causato la morte dei tre vigili del fuoco, è il proprietario della cascina Giovanni Vincenti a lui sono stati imputate le accuse di disastro doloso, omicidio volontario e lesioni volontarie. Il procuratore capo di Alessandria Enrico Cieri ha spiegato che stanno valutando anche la tentata frode ai danni dell’assicurazione, perché il crollo dell’edificio era volto a conseguire il premio dell’assicurazione che era stata stipulata nel mese di agosto anche per fatto doloso.

“Ieri – prosegue Cieri – la Procura della Repubblica di Alessandria aveva disposto la perquisizione della persona e del domicilio e sono stati acquisiti elementi oggettivi  e assolutamente dimostrativi di una sua responsabilità dell’allestimento di questo congegno esplosivo in particolare è stato trovato il foglietto di utilizzo del timer che è stato sequestrato nella parte di abitazione non crollata dal sequestro di questo documento i carabinieri hanno immediatamente attivato ulteriori accertamenti che alla fine hanno indotto Vincenti a rendere una prima confessione. Interrogato nell’ufficio del PM ha ribadito la confessione, ed è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria e tradotto in carcere. Contestualmente le operazioni sono proseguite nei confronti del coniuge interrogata nel corso della notte , dopo l’interrogatorio è stata rilasciata, rimane comunque indiziata a piede libero per il concorso dei reati ascritti al marito”. “L’indagato ha ribadito la volontà di provocare il solo danno alle cose esclude invece la volontà omicida. – e conclude –  Noi abbiamo confermato l’imputazione provvisoria anche per omicidio volontario , perché abbiamo ritenuto a la morte dei tre vigili del fuoco e le lesioni ai danni degli altri due vigili del fuoco e del carabiniere avrebbe potuto essere evitata se Vincenti avesse avvertito i soccorritori che mentre eseguivano le operazioni di bonifica, sulle loro teste erano accese e attivate 5 bombole di gas che sarebbero esplose”

 

CONDIVIDI
Articolo precedente“L’incuria è la causa delle frane cadute dalla collina del Forte”
Articolo successivo“Per il Parco di Carrega serve personale fisso sul territorio”