Ecco come gestiranno i fondi per i buoni spesa alcuni Comuni della Val Borbera

Da Vignole a Cabella, passando per Albera, un piccolo sondaggio sul territorio

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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ha firmato sabato sera il Dpcm per l’emergenza alimentare, spiegando, che da subito, con un’ordinanza della Protezione Civile, sono a disposizione 400 milioni di euro, un fondo destinato ai Comuni, col vincolo di sostenere materialmente quelle persone che non hanno i soldi per fare la spesa. Un anticipo, assicura

“I sindaci sono le prime sentinelle, ci affidiamo a loro” e, ai sindaci, Conte affida il compito di individuare quali sono le famiglie in difficoltà economica. Del resto è palese, gli amministratori locali sanno quali sono le condizione sociali del proprio comune. Ma a chi spettano questi soldi? Lo abbiamo chiesto ad alcuni sindaci della Val Borbera.

Tra gli intervistati Giuseppe Teti, sindaco di Vignole Borbera, il paese più popoloso della Valle. 

Sindaco, molti politici hanno criticato che 400 milioni di euro sono pochi per sfamare il paese. C’è addirittura che ha fatto il conto che si tratta più o meno di 6/7 euro a persona.

Giuseppe Teti

E’ proprio questo l’equivoco. Questi 400 milioni, da convertire in buoni spesa,  sono destinati esclusivamente a quelle persone che effettivamente  hanno bisogno di una mano, quindi non per tutta la popolazione italiana. Prendo come esempio il mio paese, a Vignole la stragrande maggioranza degli abitanti non avrà bisogno del buono spesa perché per fortuna possono permettersi di provvedere da soli. Ritengo comunque che quei 400 milioni siano un risorsa in più da sommare al nostro fondo di solidarietà”.

A proposito di fondo  di solidarietà nazionale, il Governo ha deciso di anticipare la rata di 4,3 miliardi,  che avrebbe versare ai Comuni nel mese di maggio, “per dare ossigeno immediato ai bilanci comunali”.

Quei soldi sono già dei Comuni. Sono soldi che provengono dalle tasse comunali che vengono versate allo Stato e poi ritornano, non tutti tra l’altro, sotto forma di fondo di solidarietà”.

Quanto è arrivato a Vignole di quei 400 mila euro? E a chi li consegnerete?

La quota è divisa non solo in base alla popolazione, ma una somma maggiore sarà erogata a quelle amministrazioni dove c‘è un numero più alto di cittadini in difficoltà. La cifra a disposizione di Vignole è di circa 11mila euro e da quello che ho capito dobbiamo farceli bastare fino al 15 aprile, giorno in cui dovrebbe cominciare l’erogazione dei 600 euro per la fasce deboli previsti dal Cura Italia. Più o meno ritengo che le famiglie davvero bisognose di supporto per la spesa siano una ventina, ma per essere sicuri di non trascurare nessuno abbiamo chiesto alle associazioni territoriali di segnalarci i vari casi”.

Cosa deve fare una persona per avere il buono spesa e dove può usarlo?

Deve chiamare il numero telefonico del Municipio oppure il numero che abbiamo dedicato che è 334 6839670. Saranno i volontari della Cri ad occuparsi di andare al supermercato e poi consegnare i pacchi alimentari in quantitativo proporzionato ai componenti della famiglia. Ovviamente  stando attenti alle esigenze individuali in particolare a quelle alimentari, ad esempio se una persona è intollerante a glutine non le sarà portata la pasta di grano”.

Diversa la situazione ad Albera Ligure, dove il sindaco Renato Lovotti spiega.

Renato Lovotti

“A noi questa mattina sono arrivati 2.090 euro. Fortunatamente in paese non ci sono persone così indigenti da non potersi permettere di fare la spesa. In realtà abbiamo avuto una sola richiesta, vedremo se ne arriveranno altre, poi valuteremo. Ad Albera non abbiamo negozi di alimentari, quindi o faremo una convenzione con i negozi dei paesi limitrofi o approfitteremo del volontari della Cri.

Quello di cui abbiamo invece molto bisogno sono le mascherine. Dalla Regione ne sono arrivare 10, e dico proprio 10. Queste mascherine hanno creato più confusione che altro. Gli abitanti sapevano che le mascherine erano in arrivo e ora tutti le vogliono, non perché non possano comprarsele, ma perché non le trovano in commercio esattamente come non le troviamo noi.

Due settimane fa il Comune di Albera ha ordinato 300 mascherine, naturalmente pagandole, stiamo ancora aspettando. Mi rendo conto che la situazione è gravissima ma è inutile dire che sono in arrivo le mascherine, se poi ne arrivano 10”.

A Cabella Ligure, il sindaco Roberta Daglio spiega:  

Roberta Daglio

A noi sono arrivati circa 2.900 euro. Non mi risulta che a questa mattina ci siano richieste, ma abbiamo deciso di appoggiarci al Consorzio Servizio alle Persona, che ci indicherà quali sono le famiglie o le singole persone in carico al Consorzio stesso cui destinare i buoni spesa. Se ci saranno richieste dirette valuteremo di volta in volta, è chiaro che laddove ci sono necessità reali, interverremo. Domani adotteremo una delibera anche per stabilire i criteri di distribuzione, un aspetto con il quale ci confronteremo con il Csp.

Ci chiedete se abbiamo ricevuto le mascherine dalla Regione? Ne abbiamo ricevute 20. Il Comune ne ha acquistate 1000, spero ci vengano consegnate in tempi rapidi. La popolazione le richiede ed è difficilissimo trovarle. Nel nostro Comune c’è stato un decesso per Covid, quindi capisco la preoccupazione generale, ma voglio rassicurare che ci è stato comunicato dall’Asl che i soggetti a rischio di contagio, per essere stati in contatto con la persona deceduta, sono stati posti in quarantena come disposto dalla normativa in vigore. Permettetemi inoltre di esprimere nuovamente la nostra vicinanza alla famiglia”.

Infine una notizia più leggera il Comune di Cabella ha messo a punto un’applicazione che si chiama “La mia città”, l’APP istituzionale con cui l’amministrazione offre servizi e dialoga con i propri cittadini. La consultazione è immediata: si possono leggere news e informazioni, fare segnalazioni, reperire contatti, esprimere opinioni.

Nei restanti comuni della valle il contributo spettante per le misure urgenti di solidarietà alimentare è così ripartito: Borghetto Borbera: 10.375 euro – Cantalupo Ligure: 2.694 euro – Carrega Ligure: 624 euro – Mongiardino Ligure: 1.116 euro – Rocchetta Ligure: 1.265 euro – Roccaforte Ligure: 672 euro.