Elisabetta Goggi: Ritrarre l’archeologia industriale

Un emozionante ritorno dal passato

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Ultime due giornate, giovedì e venerdì, per poter visitare la mostra fotografica di Elisabetta Goggi “Novi D’intorno” alla Galleria Pagetto di via Girardengo.

Il mondo della fotografia applicato all’archeologia industriale è una testimonianza visiva di un passato affascinante, anche se talvolta può generare un senso d’inquietudine, in quanto riferito alle difficili condizioni di lavoro di un tempo.

Una vera esperta di questo settore (purtroppo in continua espansione a causa delle attività che continuano a chiudere i battenti)  è la giovane novese Elisabetta Goggi. Ormai da 15 anni si dedica professionalmente alla fotografia, pur essendo anche insegnante di materie letterarie alla scuola media “Dante Alighieri” di Pozzolo. Elisabetta Goggi porta a conoscere questo mondo attraverso pubblicazioni e mostre tra la Liguria e il Piemonte.

“La passione per l’archeologia industriale è nata negli anni dell’Università – racconta -. Seguii un corso della professoressa Rosso Del Brenna e cominciai a visitare i siti produttivi abbandonati del mio territorio, il novese. Tra le fabbriche più significative c’è l’ex fornace Saflan di Novi che è stata quasi del tutto del tutto abbattuta per costruire in previsione l’ultimo lotto del Retail park. Di ciò che era rimasto sino a un paio d’anni fa, rimasi colpita dalle strutture architettoniche, molto razionali, studiate per l’opera dell’uomo affinché potesse svolgere le sue mansioni con una precisa ergonomia. Parliamo di strutture edificate circa due secoli fa. Davanti a questa fabbrica ci si transitava spesso lungo la strada provinciale. Al massimo si lanciava un’occhiata. Ma entrarci è stata un’esperienza molto particolare, capace di far comprendere quale sia stato il mondo operaio. In una zona c’erano addirittura i cartellini con i nomi dei lavoratori”-.

Buona parte del contenuto della mostra è dedicata all’ex fornace Saflan. Il visitatore affronta un percorso o meglio, un racconto fotografico, su 4 luoghi: la Saflan, la chiesa della Trinità di via Gramsci, la chiesa della Misericordia poco distante e un’antica villa di cui si è persa l’identità e la memoria.

“Con questo percorso fotografico – spiega Elisabetta Goggi – voglio sottolineare la presenza dell’uomo sul territorio sotto gli aspetti del lavoro, della dimora e della Fede. Sono 3 momenti particolari, molto sentiti soprattutto in passato che però, posseggono numerosi legami con la società attuale. Oltre all’archeologia industriale che rimarrà la mia passione, mi sono dedicata a ritratti di personaggi locali e non solo. Ho fatto pratica per tanti anni con “Foto Crisci” per i reportage di nozze, ma studiando a Genova, ho seguito molti eventi per il Comune, come i concerti (Mengoni, Anna Oxa, Shel Shapiro, Baccini ecc…) il Salone nautico, l’Euroflora e altri grandi appuntamenti genovesi”-