Esposto in Procura per l’acqua inquinata bevuta a Bruggi

Colpiti un centinaio di villeggianti. Il gestore: "Siamo intervenuti subito e abbiamo fatto tutti i controlli del caso".

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Finisce in Procura il caso dell’acqua inquinata di Bruggi, frazione di Fabbrica Curone, in alta valle, che nelle ultime due settimane di agosto ha fatto star male un centinaio di villeggianti, con gente al pronto soccorso e qualche ricovero in ospedale, dopo aver bevuto dall’acquedotto e dal “fontanone”.

Sta per essere presentato un esposto per conto di una quarantina di persone da Luca Marelli, un ingegnere che si occupa di ambiente e sicurezza e che trascorre le vacanze con la famiglia a Bruggi, dove d’estate ci sono 200/300 villeggianti. Anche lui è stato male insieme al figlio di 4 anni e ha dato l’allarme facendo intervenire Comune, Arpa e Asl Servizio igiene e alimenti.

Cosa è successo? Tra luglio e agosto, rimasti senz’acqua, gli abitanti andavano a prenderla al “fontanone” nel centro del paese, alimentato da una presa diversa rispetto a quella che serve l’acquedotto, che da secoli viene usato da numerose famiglie, anche da altri paesi.

Bruggi intervento sulla presa
L’intervento a Bruggi per aumentare la presa d’acqua

«La società Gestione Acqua – spiega Marelli – è intervenuta modificando il punto di presa con una nuova realizzazione che non risponde ad alcun criterio tecnico: una vaschetta di plastica collegata a un tubo elettrico (non idoneo per il passaggio di liquidi alimentari) e coperta con cartello stradale, senza recinzione per non far avvicinare gli animali che vista la siccità cercano acqua ovunque. Non risulta nessuna analisi sull’acqua distribuita, nè alcuna informazione su limitazioni nell’uso alla popolazione che ha continuato a usare l’acqua sia del fontanone sia dell’acquedotto».

Così dal 16 agosto qualcuno ha iniziato a star male, con i sintomi di una intossicazione intestinale acuta e man mano che passavano i giorni il numero di persone colpite aumentava. Il 18 agosto Marelli ha dato l’allarme e a Bruggi sono arrivati vice sindaco e tecnici di Gestione Acqua che hanno fatto campionamenti.

«Hanno detto che era stato aumentato il dosaggio di cloro nell’acquedotto – aggiunge Marelli -. Nei giorni successivi sempre più persone lamentavano i sintomi dell’intossicazione e il 21 agosto l’Arpa ha fatto un altro campionamento nei due punti: nell’acquedotto c’erano 10 parti su 100 ml di coliformi (nonostante l’iperclorazione iniziata il 18) e nella fontana coliformi superiori a 100 e escherichia coli superiori a 100. Con ogni probabilità vi finisce dentro lo scarico fognario di una delle 4 abitazioni sovrastanti vi finisce dentro».
Dopo i risultati dell’Arpa, il Comune di Fabbrica Curone ha emesso due ordinanze di divieto di utilizzo dell’acqua: per l’acquedotto solo l’uso diretto (si poteva usare dopo bollitura), mentre per il «fontanone» è stato vietato l’uso diretto e indiretto. E adesso bisognerà verificare che cosa abbia causato un così grave inquinamento di una fonte che è sempre stata purissima.
«La popolazione non è stata informata sull’effettivo rischio che sarebbe derivato dall’uso dell’acqua e sulla differenza fra uso diretto e indiretto – sottolinea Luca Marelli -, nè sull’eventuale necessità di controlli medici consigliabili per esposizioni come quelle risultate dalle analisi. A Bruggi ci sono diverse fontane collegate alla rete idrica. Su alcune gli avvisi sono stati posizionati vicino al rubinetto, mentre in quelle davanti ai parcheggi dove sostano i turisti e ci sono le aree di ristoro i cartelli erano lontani dal rubinetto o addirittura in bacheca, distante circa 10 metri e pertanto poco evidenti. Sul sito di Gestione Acqua inoltre non appare nessun avviso agli utenti sulle problematiche, le ordinanze e i divieti d’uso».
«Bisogna fare chiarezza sulla vicenda – conclude – per accertare i fatti e le eventuali responsabilità in merito alla gestione dell’acquedotto e alla probabilità che uno scarico di acque domestiche abbia contaminato in modo così pesante l’acqua del fontanone».


IL COMUNICATO DI GESTIONE ACQUA SPA

«Siamo di fronte ad una crisi idrica nazionale senza precedenti ma la nostra società ha sempre garantito, nonostante le difficoltà operative collegate all’emergenza, un puntuale servizio idrico grazie agli sforzi giornalieri dei suoi dipendenti su ben 67 Comuni del nostro territorio.

Il 18 agosto 2017, a fronte della segnalazione di malori ad alcune persone nel Comune di Fabbrica Curone, i tecnici di Gestione Acqua sono intervenuti eseguendo i primi controlli in campo e riscontrando che le persone che accusavano i malori avevano utilizzato l’acqua di una fonte presso la cappella di San Rocco.
Tale punto di prelievo NON è collegato alla nostra rete dell’acquedotto e perciò la fonte di San Rocco non è amministrata e soprattutto controllata da Gestione Acqua.
A scopo cautelativo è stato comunque concordato lo stesso giorno con il Sindaco di emettere un’ordinanza di non potabilità per tutta l’acqua distribuita nel Comune di Fabbrica Curone.

Il giorno 21 agosto 2017 sono stati eseguiti alcuni campionamenti dell’acqua distribuita in rete e, riscontrato alcuni valori non conformi, abbiamo subito provveduto ad effettuare le opportune azioni, tra cui l’aumento del dosaggio della clorazione.
Dal giorno 23 agosto 2017 sono stati eseguiti nuovi campionamenti presso il nostro laboratorio ed i risultati conformi sono stati trasmessi all’ASL, all’ ATO e al Comune di Fabbrica Curone.
Il giorno 30 agosto sono state eseguite le analisi dall’ASL con esito conforme.

Vogliamo ricordare a tutti che l’acqua distribuita nella nostra rete dell’acquedotto (13 MILIONI di metri cubi all’anno) viene scrupolosamente analizzata e controllata.
Per le sole analisi, la nostra società investe più di 700 mila euro all’anno al fine di garantire sempre ai nostri Utenti un’acqua di qualità e soprattutto sicura».