“Farmacia delle iene”: 3 condanne e 3 assoluzioni

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Immagine tratta dal primo servizio de Le Iene sulla farmacia di Novi

Prima serie di condanne sul caso della “Farmacia delle Iene”. Stamattina, al Tribunale di Alessandria, il giudice ha condannato in prima istanza Pierfrancesca Lavezzaro titolare della ex “Farmacia dell’Ospedale” di Novi Ligure (viale Saffi) a 1 anno e 10 mesi, la figlia, anche lei farmacista e dipendente del medesimo esercizio, Valentina Francesca Bona a 1 anno e 5 mesi. Il gruppo dei medici di base accusati, Gian Erminio Dagna, Giacomo Burrone e Francesco Bonomo sono stati tutti assolti. La sola dottoressa Nicoletta Zanni, è stata condannata a un anno e 7 mesi.

Le condanne non hanno visto grandi sorprese, almeno per quanto concerne le due farmaciste sulle quali gravavano le accuse più gravi, maturate sulla base dei filmati dal contenuto inequivocabile, girati dalle “Iene” di Mediaset.

Ha sorpreso non pochi, invece, la condanna alla dottoressa Zanni, visti anche quanto emerso su G7 nell’ultima settimana (vedi video mai trasmesso dalla trasmissione di Mediaset). Comunque si resta in attesa che il giudice depositi i giustificativi delle condanne e delle assoluzioni, entro 90 giorni.

Fino ad allora il lettore si porrà diversi interrogativi relativi appunto, alle motivazioni di questa sentenza.

Di sicuro, il “grande scoop” delle iene si è dimostrato almeno per gran parte una bolla di sapone, fermo restando determinate responsabilità ineccepibili. Non è stato mai chiarito dall’inchiesta,, quali siano state le vere ragioni della messa in scena delle Iene, in relazione a una farmacia di Novi Ligure. In sostanza, ci si chiede chi abbia orchestrato l’intera vicenda e ne sia passato assolutamente incolume.

La sentenza, comunque, rappresenta ancora il primo grado di giudizio e pertanto, in fase di appello (ammesso che non si cada in prescrizione) molte accuse potrebbero essere smontate. Ci si augura che tanti interrogativi possano quindi trovare spiegazione. Non parliamo di “Cassazione”, poiché visti i tempi lasciati trascorrere, difficilmente si arriverà alla sentenza definitiva. Per cui, ecco perché il “grande scoop” delle Iene, si sta riducendo di importanza e di significato.

Ci auguriamo che la condanna dell’unico medico, non rappresenti solo il capro espiatorio di un processo che ha avuto una rilevanza mediatica così importante e di vasta portata. In effetti, i dubbi sopraggiungono visto che la condanna di un anno e 7 mesi, è di “pena sospesa con non menzione” e quindi appare traballante e pone ulteriori dubbi. Nell’inchiesta erano emerse circa 500 ricette mediche falsificate, non attribuibili né ai medici, implicati né alla farmacia. Ma le ricerche a questo punto si fermarono. Perché non andarono avanti?