I salotti dialettali del notaio Bailo in un libro con finalità benefiche

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“Salviamo il dialetto novese”.

Sembrerebbe quasi il titolo di un film, invece si tratta di un’operazione  di recupero letterario che sta conducendo il notaio Gianluigi Bailo, personaggio assai noto nel mondo della cultura cittadina. Bailo da tempo tiene i suoi “salotti” in diversi locali pubblici, sul tema “E sa faismu duu parole” – “facciamo due parole”. Naturalmente in dialetto. Adesso la sede degli incontri è diventata la galleria d’arte Pagetto di via Girardengo, dove in numerosi partecipano alla lectio magistralis del notaio, partecipando attivamente.

“Il recupero del dialetto novese – spiega Gianluigi Bailo –  è nato da un discorso che feci con la Società Storica del Novese – In Novitate. Proposi di fare qualcosa, perché non basta continuare a dire che “Novi va male” e che non si possa far nulla. Allora proposi di fare veramente qualcosa, partendo dall’antico ma che non costasse nulla, visti i tempi di crisi. Per cui ho suggerito di tornare al dialetto che ha sempre identificato la città, propagandandolo e tornare finalmente a sentirci una città e non un insieme di persone che casualmente convivono. Occorre quindi ripartire dal seme più vecchio, per tornare a una coesione cittadina e sfidare le tensioni con le quali tutti conviviamo”-.

“Dato che non volevo far costare nulla la mia proposta – prosegue Bailo – ho ideato gli incontri che ora sto traducendo in un libro edito da Epoké che dovrebbe essere pubblicato entro il 20 novembre e si intitolerà  “Dialetu, dialetu, dialetu e…  sa faismu duu parole”. Si incontrano celebri personaggi come il gelataio ambulante “Giule”, il “Babilan” ovvero il vecchietto che cantava in Passeggiata o “Rughete” lo stalliere che ebbe l’onore di allenare il cavallo campione Tornese che per un anno svernò a Novi. Inoltre ci saranno miei racconti sulla Novi del passato”-.

Il ricavato dalle vendite del libro, proposto come strenna natalizia, sarà interamente devoluto alle Dame di San Vincenzo. Intanto vari gruppi di cittadini si stanno radunando ogni giorno in diversi punti della città, unicamente per parlare il dialetto novese. Accade in corso Italia, al Caffé gel, in via Girardengo dal bar Carletto e sotto i portici di corso Marenco. Uno dei sogni nel cassetto del notaio Bailo, è quello di creare in città una vera scuola, con corsi dialettali.