Sul prolungato stop della talpa meccanica nel tunnel del Terzo valico scavato a Radimero (Arquata Scrivia) il Cociv, dopo giorni di silenzio, ha fornito una sua versione dei fatti ai giornali ma il sindacato ne ha una ben diversa. La fermata dei lavori dopo circa 3 km di scavo, assume quindi contorni misteriosi, soprattutto a causa della carenza di comunicazione da parte dei promotori della Grande opera, solo a parole primatisti nella “trasparenza”. Giornale7 nei giorni scorsi aveva dato la notizia della prolungata inattività della talpa “Paola”, la prima a essere partita in Piemonte, nel 2017, nella realizzazione del tunnel da 27 km verso Genova. Il Cociv nelle settimane scorse aveva informato sia il Comune di Arquata sia il consorzio titolare dell’acquedotto di Sottovalle, destinato a rimanere all’asciutto, secondo lo stesso progetto del Terzo valico, proprio a causa dell’impatto dello scavo con le sorgenti del Monte Zuccaro. Il consorzio guidato da Impregilo non aveva però dato alcuna spiegazione dello stop improvviso, lasciando così spazio alle ipotesi più disparate. Fra queste, il timore che l’intercettazione, ormai imminente, delle sorgenti potesse lasciare Sottovalle senza acqua prima della conclusione dei lavori dell’acquedotto alternativo, annunciata ad aprile ma di fatto, secondo il consorzio sottovallese, non ancora effettiva.

La frazione di Sottovalle

C’era poi la voce secondo la quale sarebbero necessari chiarimenti tra il Cociv, che lo scorso anno ha avviato la prima talpa, e le società Seli Overseas e Toto Costruzioni generali, vincitrici dell’appalto di Radimero e titolari della seconda talpa meccanica, ancora lontana dal monte Zuccaro. Oggi Cociv ha fatto sapere ai giornali che il motivo dello stop è legato all’amianto: “Paola” si è trovata di fronte a rocce verdi, contenenti il pericoloso minerale, e si è fermata. Perché? Sin dall’ottobre scorso l’Osservatorio ambientale del Terzo valico aveva reso nota la presenza “costante” di amianto nel tunnel in corso di scavo, seppure in concentrazioni basse. Ora però, lascia intendere il Cociv secondo quanto riportato dai giornali, la fermata sarebbe legata alla mancata costruzione delle vasche per lo smarino previste a Radimero per effettuare i campionamenti di amianto, richiesta oggetto di un ricorso al Tar da parte del consorzio contro il Comune, reo di aver imposto il rispetto delle regole urbanistiche.

Il cantiere di Radimero ad Arquata Scrivia

Ipotesi messa in dubbio però dal comportamento dello stesso Cociv, che nel comunicare la fermata di “Paola”, non ha mai detto nulla del genere, rimanendo sul vago. Per i sindacati le cose a Radimero stanno diversamente. “A noi – dice Rocco Politi, segretario provinciale della Fillea Cgil – ufficialmente risulta che il fermo della talpa sia legato alla carenza di personale nel cantiere. A oggi, sono al lavoro circa 40 persone, insufficienti per due talpe in funzione al contempo. A regime, infatti, qui sono previste 130 maestranze che verranno assunte da Seli Overseas e Toto Costruzioni generali in futuro”. Può essere, ma che alla base dell’interruzione dello scavo ci siano le sorgenti non sembra essere un’ipotesi così priva di fondamento. A microfoni chiusi nessuno la nega.

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