A luglio dello scorso anno la Regione, nell’approvare l’aggiornamento del piano cave del Terzo valico, imponeva al Cociv di presentare, entro tre mesi, un progetto per allestire il trasporto su ferro dello smarino del Terzo valico scavato nel cantiere di Radimero, ad Arquata Scrivia. La prescrizione doveva essere attuata entro nove mesi, questo per alleggerire l’impatto dei camiopn sulle strade del territorio. I treni dovevano partire da Arquata, utilizzando lo scalo della Cementir, e raggiungere Novi San Bovo. Da lì le rocce dovevano finire nelle cave su camion. Il progetto inizialmente era stato osteggiato da Rfi ma, con l’ok della giunta Chiamparino all’ultimo piano cave proposto dal Cociv, tutti sembravano d’accordo, anche perché, fra le altre prescrizioni, c’era pure l’adeguamento dell’incrocio del casello della A7 a Vignole Borbera, altro punto caldo della viabilità, a rischio intasamento con i camion del Terzo valico. Come aveva anticipato Giornale7 (Smarino all’amianto su ferrovia: il Cociv non lo vuole ma il Tar gli dà torto), il Cociv aveva pensato bene di impugnare sia la delibera del luglio 2017 sia la diffida che la Regione gli aveva inviato a marzo, di fronte all’inerzia del consorzio sulla prescrizione, con la quale si davano 60 giorni per presentare il progetto.

Sergio Chiamparino (a destra) con Giovanni Toti, presidente della Liguria.

Il Tar a giugno ha però respinto la richiesta di sospendere la prescrizione e la diffida, quindi la Regione, a rigor di logica, avrebbe dovuto pretendere quanto stabilito un anno prima. Invece, tutto è rimasto clamorosamente fermo, neppure la progettazione è stata avviata dopo l’ordinanza del Tar, stando a quanto ha risposto la giunta regionale all’interrogazione presentata dal consigliere Paolo Mighetti. L’esponente dei 5 stelle ha rilevato che “il rispetto delle prescrizioni è un presupposto cardine della delibera del luglio 2017” e che” vista l’ordinanza del Tar, “il Cociv deve rispettare tutte le prescrizioni”. Invece, ha sottolineato il consigliere di opposizione, la Regione non si è fatta problemi ad autorizzare le cave indicate nell’aggiornamento del piano, come cava Pecorara, a Tortona, soggetta anch’essa alla prescrizione in questione. Mighetti ha chiesto quali azioni intenda intraprendere l’amministrazione regionale per far rispettare quanto da essa stabilito.

Paolo Mighetti
Paolo Mighetti

La Regione si è mostrata ancora una volta decisamente “morbida” nei confronti del Cociv: in attesa della sentenza di merito, ha chiesto quale fosse il livello del traffico pesante generato dai cantieri e il Cociv stesso, che si controlla da solo, ha risposto che è “largamente inferiore ai massimi livelli di progetto”, tesi presa per buona anche dall’Osservatorio ambientale del Terzo valico. “La Regione commenta Mighetti – si è dimostrata impotente di fronte al consorzio nonostante il giudizio del Tar, che ha contestato il ricorso di Cociv per annullare le prescrizioni. I risultati sui dati del traffico sono stati presentati proprio dallo stesso Cociv che, a questo punto, ha incassato un via libera a svincolarsi da ogni prescrizione, alla faccia di un piano che dovrebbe essere studiato per ridurre l’impatto ambientale di una grande opera sul territorio”.