Non uno scontro, semmai una frattura. È quella che sembra essersi formata negli ultimi mesi fra il Comune di Serravalle Scrivia e un gruppo di genitori di studenti delle scuole medie “Martiri della Benedicta”. Motivo del contendere: l’annuncio da parte dell’Amministrazione che non vi sarà la possibilità per i circa 30 giovani, il prossimo anno scolastico, di usufruire del servizio di scuolabus. Le motivazioni ufficiali dell’Amministrazione, a detta dei genitori che si sono riuniti proprio in un’aula della scuola martedì pomeriggio, sono di tipo finanziario.

Una vicenda che  ha il suo primo atto addirittura ad ottobre 2018 quando, dopo un referendum interno all’istituto scolastico, venne deciso di cambiare l’orario delle lezioni in modo da consentire ai ragazzi di restare a casa anche il sabato. La scelta del preside fu quella di mantenere l’orario vigente per quegli studenti che avessero già iniziato il percorso di studi con tale tabella settimanale, mentre per i “nuovi” si sarebbe attuato il nuovo piano.

La firma dell’istanza da presentare al prossimo Consiglio comunale

Il servizio scuolabus, operato in parte da personale assunto dal Comune, in parte dal Cit di Novi Ligure, quindi si sarebbe dovuto modificare su diversi orari visto che gli studenti con il nuovo sistema avranno diversi tempi d’uscita. Nel mese di aprile un secondo incontro fra i genitori, il sindaco Carbone ed altri membri della giunta, in cui vengono uniformati gli orari di entrata dei ragazzi delle medie, ma non quelli di uscita. Il Comune promette in questa sede di lavorarci su, ma proprio questo incontro è il primo solco.

Da qui il divario fra genitori e Amministrazione si amplierà sempre di più. Sì perché l’ultimo atto di questa lunga vicenda, risale al 25 giugno scorso quando alcuni rappresentanti dei genitori vengono invitati dal Comune ad un nuovo incontro in cui viene annunciato che per motivi di deficit finanziario sul servizio e data la crisi in cui versa il Cit, è stato deciso di dare precedenza alle scuole elementari e sopprimere il servizio scuolabus per le medie.

Secondo quanto riferito dai genitori, non vi è stata alcuna possibilità di cercare strade alternative da parte dell’Amministrazione, che a loro parere potrebbero essere intanto limitare le corse dei pulmini al solo mattino e pomeriggio (al momento vengono effettuate anche viaggi nell’ora di pranzo). Inoltre i portavoce dei genitori hanno ricordato come il Comune disponga di due mezzi, ma di un solo autista. Su questo punto dal municipio la risposta sarebbe stata piuttosto originale secondo quanto riportato: “Un pulmino è attivo, mentre l’altro serve in caso di guasto”. 

Inoltre i genitori si sono detti disponibili a pagare anche più degli 160€ a ragazzo, ma secondo quanto da loro dichiarato: “A noi è sembrato che il Comune cercasse solamente una scusa per sopprimere il servizio. Noi non vogliamo assolutamente danneggiare i ragazzi delle elementari, ma i nostri figli già adesso viaggiano insieme a loro, quindi non ci sarebbero problemi sotto questo punto di vista”. Fra le proposte anche quella di sostituire il Cit con soluzioni interne e meno dispendiose, ma come detto l’Amministrazione non ha voluto discutere, ma semplicemente annunciare una decisione.

E la posizione della scuola? Dalla parte dei ragazzi, anche se in modo più discreto. Di sicuro il mancato invito da parte dell’Amministrazione all’ultimo incontro non ha aiutato, ma la concessione delle aule scolastiche è un chiaro segno. 

Fatto sta che la vicenda è destinata a trascinarsi ancora a lungo visto che prima di agosto è previsto ancora un Consiglio comunale, che i genitori chiederanno sia aperto a tutti e dove presenteranno la propria istanza, firmata proprio martedì dai presenti (circa 25, ma è probabile che il numero sia maggiore con l’apporto degli assenti all’incontro). La richiesta è semplice e diretta: si trovi una soluzione ad un problema che, a loro parere, non può essere archiviato con un semplice “arrangiatevi”. Difficilmente, però la trentina di giovani che a settembre tornerà sui banchi di scuola potrà farlo con uno scuolabus, a meno di una soluzione condivisa e di buon senso.