Una vista del Forte di Gavi
Una vista del Forte di Gavi

In dieci anni hanno fatto rivivere questo luogo unico dopo decenni di quasi totale indifferenza da parte del territorio ma ora è arrivato il momento in cui capire quali possono essere gli obiettivi futuri e soprattutto fin dove si può arrivare. Gli Amici del Forte di Gavi il 10 settembre eleggeranno il nuovo presidente dopo le dimissioni di Andrea Scotto, in carica da circa tre anni, con altri otto passati a far crescere l’associazione fondata nel 2007. Dimissioni motivate soprattutto dalle novità introdotte dal decreto del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini. Vengono infatti introdotte novità importanti nei rapporti tra le associazioni di volontariato e gli enti statali proprietari dei monumenti.

Andrea Scotto

Novità negative, a detta di Scotto: “C’è troppa burocrazia e i costi sono diventati elevatissimi. Gli Amici del Forte di Gavi si erano costituiti sulla base della riforma Ronchey, che prevedeva un rapporto equilibrato tra stato e cittadini. Ciò aveva permesso all’associazione, nei limiti della sue possibilità, di fare da cinghia di trasmissione tra ministero e territorio coadiuvando, anche dal punto degli adempimenti, chi voleva fare qualcosa al Forte”. L’associazione era in effetti diventata il riferimento locale per tutti coloro che intendevano utilizzare il Forte.

“L’approccio voluto dal Decreto Franceschini – prosegue Scotto -, la cui applicazione al Forte è arrivata a compimento in questi ultimi due anni, ha rotto questo equilibrio, sul quale avevamo basato la nostra attività fatta a 360° con risorse economiche limitatissime”. Ora serve in sostanza una maggiore “professionalità” per la gestione di siti come la fortezza gaviese, e quindi anche una certa disponibilità di fondi visto che vengono richieste fidejussioni di una certa entità per ogni evento. Così, l’evento in programma l’8 luglio scorso, l’osservazione delle stelle nella suggestiva cornice del Forte, è saltato. A settembre l’associazione deciderà come muoversi in futuro.