“Il Forte gestito dal Comune: ecco i vantaggi per il territorio”

Armando Di Raimondo lancia la proposta per eliminare la burocrazia e arricchire la fortezza con nuovi spazi e attività

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Il Comune di Gavi gestisca il Forte. La proposta arriva da Armando di Raimondo, storico esponente degli Amici del Forte, autore di vari libri sulla storia dell’imponente fortezza e non solo. Dieci anni fa, esortate dalla Soprintendenza, un gruppo di persone creò l’associazione per evitare che lo Stato abbandonasse il Forte a causa dell’indifferenza da parte del territorio nei confronti di questo monumento.

Armando Di Raimondo (a destra) con Roberto Dellacasa dei Cavalieri del raviolo

Gli Amici del Forte hanno creato tanti eventi e contribuito a portare fondi privati a favore dell’edificio. Dalla scorsa primavera ala direzione della fortezza è stata affidata ad Annamaria Aimone del Polo museale del Piemonte ma il problema del rapporto tra il Forte e Gavi resta, dopo che per secoli, come ricorda Di Raimondo, “l’antico Comune di Gavi ha sempre avuto uno stretto legame con il suo castello, poi diventato la più grande fortezza della Repubblica di Genova. Se anticamente questa identità storica era garantita da Genova, con la caduta della Repubblica della stessa i destini del Comune e del Forte sono stati divisi. Nel tempo poi, per ragioni politiche, il Forte ha avuto “padroni” e destinazioni diverse, questo sino a quando, nel 1946, il Demanio dello Stato ne ha affidato la gestione all’allora Soprintendenza, oggi Polo Museale. Comune e Forte – continua Di Raimondo – che, pur insistendo sullo stesso territorio, da allora continuano ad avere gestioni separate e solo occasionalmente hanno avuto modo di collaborare fra loro. Una collaborazione che per quanto fattiva, non potrà mai essere efficace come lo potrebbe essere con una gestione unificata”.

L'edizione 2016 di Gavi, il Forte, Il Borgo
L’edizione 2016 di Gavi, il Forte, Il Borgo

Un esempio non lontano da Gavi può essere Bosco Marengo: il Comune ha voluto per sé la gestione del complesso monumentale di Santa Croce, che per il paese alessandrino ha lo stesso significato storico del Forte per Gavi. Secondo Di Raimondo, “se fosse, per esempio, l’amministrazione comunale di Gavi a gestire anche il Forte, attraverso il Federalismo Demaniale, i vantaggi di una conduzione centralizzata delle due entità sarebbero semplicemente enormi”. Innanzitutto, ricorda Di Raimondo, il personale dipendente del Forte, che a quel punto farebbe parte del Comune, potrebbe essere gestito in sinergia con le altre risorse municipali, organizzando gli orari di apertura al pubblico in maniera più aderente alla stagionalità del flusso turistico e soprattutto nel rispetto delle esigenze ed iniziative locali. Inoltre, in base alle regole fissate dal Comune, sarebbe più semplice attivare attività commerciali e imprenditoriali all’interno del Forte, con minori vincoli rispetto a una burocrazia centralizzata. “Per esempio, creare un book-shop per la vendita di gadget e prodotti locali, istituire un punto di ristoro e di accoglienza per i visitatori, con un vantaggio economico evidente anche per l’economia del territorio”.

Sarebbe necessario un assessorato a cui affidare la gestione diretta del Forte, magari in collaborazione con le associazioni di volontariato e, con i fondi ricavati dalle visite, differenziando il costo del biglietto a seconda degli eventi, ottenere quanto serve per arredare i locali del Forte, oltre a recuperare e valorizzare i suggestivi locali sotterranei, oggi ancora ingombri dai detriti dei lavori di manutenzione eseguiti negli anni ’80 del secolo scorso. Il Comune, ricorda ancora Di Raimondo, potrebbe insistere per far arrivare gli attesi cannoni dal Museo dell’Artiglieria di Torino, e promuove la realizzazione di un collegamento fra l’abitato e il Forte, “tante volte discusso e mai realizzato, visto che a quel punto non sarebbe necessario conciliare diversi punti da vista, ma solo concretizzare la volontà del territorio”. Chissà cosa ne pensa il sindaco Rita Semino.