La grande sfida. Questa è Alessandria – Lecce che metterà di fronte due squadre che hanno alle spalle una lunga storia, fatta di tanto professionismo, ma anche di alti e bassi sportivi. I salentini hanno senza dubbio una storia recente ben più luminosa dei grigioneri, con 15 partecipazioni al campionato di Serie A e ben 25 in Serie B.

Si tratta del big match di questi quarti di finale di playoff. Le due squadre insieme al Parma è fra le favorite non solo di rito, ma anche di classifica essendo giunte seconde nei rispettivi campionati. I giallorossi arrivano al match contro l’Alessandria dopo un doppio pareggio contro la Sambenedettese che ha fatto sudare freddo i tifosi pugliesi visto che la formazione marchigiana ha venduto cara la pelle, uscendo a testa alta da questi playoff.

Si può dire che i leccesi siano stati, delle tre favorite per la vittoria finale, quelli più deludenti, ma attenti perché i lupi salentini hanno dimostrato di sapere soffrire, specie in casa dove il tifo arriva a numeri da capogiro (oltre 10 mila allo stadio nella gara di ritorno contro la Sambenedettese) realtà i numeri avvicinano le due formazioni:

  • 78 i punti in classifica dell’Alessandria; 74 quelli del Lecce alla fine;
  • 64 i gol fatti dai grigi contro i 62 dei salentini;
  • 33 le reti subite da Vannucchi e compagni, a fronte delle 36 incassante dai giallorossi.

Insomma sulla carta l’Alessandria parte ancora favorita, anche per i nomi in campo. Solo il Parma infatti ha una rosa che, per nomi, è simile a quella degli orsi, ma il Lecce ha diverse frecce al suo arco.

Partiamo dall’allenatore, Roberto Rizzo che è un vero cuore giallorosso. Da calciatore esordì negli anni Ottanta in Serie B proprio con il Lecce, ed è in Salento che ha iniziato le propria attività da allenatore nel 2002. Grazie a lui esordirono in prima squadra alcuni ragazzi che poi fecero carriere più o meno importanti: Bojinov, Konan, ma soprattutto Vucinic e Pellé. Similmente alla situazione alessandrina, Rizzo è arrivato sulla panchina leccese a fine aprile dopo l’esonero di Pasquale Padalino che ha pagato per tutti a due turni dalla fine della regular season, dopo la sconfitta interna contro il Messina di Cristiano Lucarelli.

La curiosità è che in realtà Rizzo da quando siede sulla panchina leccese non ha mai vinto. Per lui solo pareggi con i tre 1-1 consecutivi fra campionato e playoff (con Paganese, Fidelis Andria e Sambenedettese) e l’ultimo 0-0 di mercoledì.

Da tenere d’occhio per i grigi saranno i giocatori più agili e tecnicamente importanti a partire da Torromino, giocatore di grande esperienza che può essere impiegato sia sulla linea della trequarti che sulla fascia. Per lui 10 gol in 27 presenze quest’anno, e una specializzazione nelle promozioni, visto che lo scorso anno faceva parte del Crotone di Juric che vinse a mani basse la Serie B.

L’altro nome è quello di Salvatore Caturano, bomber da 17 reti in stagione che ha segnato il rigore decisivo nella gara di andata del turno playoff. Di scuola barese (è in prestito dai biancorossi), a Lecce si è ritrovato dopo un periodo difficile con l’Ascoli. Per lui ben 36 presenze stagionali a riprova del suo essere fondamentale per i leccesi.

Ricordiamo poi Costa Ferreira, portoghese di lunga militanza in Serie B con la maglia della Virtus Entella, ma anche Doumbia, rapido e quasi imprendibile nell’uno contro uno che è ormai un idolo a Lecce dove gioca da quattro anni.

Non bisogna dimenticarsi poi di un difensore ovvero Ferdinando Vitofrancesco, che il Moccagatta lo conosce come le sue tasche. Titolarissimo della difesa leccese, ad Alessandria ha giocato le ultime due stagioni con continuità. Infine Franco Lepore, fantasista che abbina buona tecnica a grande doti fisiche, garantisce pericolosità soprattutto sui calcia piazzati.

Il valore aggiunto del Lecce potrebbe essere innanzitutto l’attaccamento alla maglia. Diversi sono i giocatori di orgine salentina, o che militano da almeno due anni nella squadra pugliese; inoltre lo Stadio di Via Del Mare è un’impianto da Serie A, capace di ospitare oltre 40 mila persone, anche se per la Lega Pro ha un’omologazione di poco più di 10 mila, il che è comunque sufficiente per trasformarlo in una vera “bombonera” salentina.

In favore dei grigi c’è senza dubbio la difficoltà offensiva dei leccesi e al contrario, una certa verve ritrovata nell’ultima gara della coppia Gonzalez-Bocalon, ma anche Fischnaller e Iocolano potrebbero rivelarsi carte importanti. Inoltre la gara di ritorno al Moccagatta, promette di essere spettacolare: se gli alessandrini riusciranno a tornare dal Salento con un buon risultato, l’entusiasmo ritrovato del pubblico potrebbe dare una spinta in più verso le semifinali.

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