Fondato nel 1987 a Predosa, da anni il Museo storico dell’oro italiano del geologo Giuseppe Pipino cerca casa e a breve potrebbe essere allestito a Lerma, a palazzo Baldo, una delle sedi delle Aree protette dell’Appennino Piemontese. L’idea rientra nel riordino delle sedi dell’ente, che punta a creare a Bosio, nell’ex asilo san Giovanni Bosco, la sede operativa il riferimento amministrativo e operativo, finora diviso tra palazzo Baldo e la sede storica del Parco, a Bosio. Nei decenni Pipino ha studiato e raccolto materiali sull’attività aurifera dei secoli scorsi nelle valli dell’Orba e del Gorzente. Proprio nei pressi dei laghi della Lavagnina il prossimo anno saranno visitabili le ex miniere d’oro di recente sistemate proprio dalle Aree protette dell’Appennino piemontese per tutelarne i particolari habitat naturali che si sono creati nel tempo. Pipino ha lavorato in tutta Italia, tanto che la sua collezione racconta la storia dei giacimenti auriferi italiani, con carte topografiche, libri, giornali, fotografie, strumenti d’epoca. L’obiettivo delle Aree protette dell’Appennino Piemontese è dare maggiore spazio ai dipendenti, cresciuti negli ultimi tempi anche i seguito all’assegnazione all’ente della gestione della riserva del Neirone, a Gavi, del sito di importanza comunitaria (sic) di Carrega, che presto diventerà un Parco regionale, e dei sic Bacino del rio Miseria e Langhe di Spigno nell’Acquese.

L’ex asilo di Bosio

Il Consiglio del Parco ha approvato il progetto relativo ai lavori previsti nell’ex asilo di Bosio (57 mila euro la spesa), dove verranno concentrati tutti gli uffici, mentre l’attuale sede bosiese diventerà un magazzino. A Lerma resteranno una foresteria, i locali per alcuni dei guardia parco e per il futuro museo, “da allestire in collaborazione con il geologo Pipino – ha detto il presidente Dino Bianchi in Consiglio -. Un progetto che si legherà alle miniere rese visitabili dagli ultimi interventi”. Il vicepresidente del Parco nonché sindaco di Casaleggio Boiro, Danilo Repetto, teme che la sede di Lerma resti svuotata. “Gli uffici di palazzo Baldo – ha detto – verranno tutti trasferiti a Bosio ma le vecchie sedi non verranno chiuse o cedute, per cui i costi cresceranno. Ho chiesto invano una relazione sui costi ma non l’ho ricevuta”. Repetto si è astenuto sulla votazione sui lavori nell’ex asilo. Bianchi ha replicato: “Nel nuovo edificio di Bosio avremo spazio per venti persone. Con le nuove aree in gestione i guardia parco potranno prendere servizio sia a Bosio che a Lerma, anziché solo a Palazzo Baldo, risparmiando su tempo e chilometri per arrivare nell’Acquese o in Val Borbera. I costi potranno anche crescere ma perché abbiamo e avremo un ente più grande”.

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