Il progetto di raddoppio di via Roma non risolve i problemi di Serravalle Scrivia, cioè il traffico e il degrado del centro storico, ed è senza garanzie economiche, per questo va bocciato. È questo, in sintesi, il parere espresso dalla commissione regionale per gli insediamenti d’interesse storico artistico della Regione e dalla Soprintendenza archeologica nei confronti della proposta progettuale adottata nei mesi scorsi dal Consiglio comunale serravallese. Gli atti sono stati resi noti dal gruppo di minoranza Serravalle futura nell’assemblea organizzata nella sala di piazza Carducci nei giorni scorsi. I due enti puntano il dito in particolare sull’impatto che l’intervento avrà sugli edifici del centro storico, seppure degradato e poco abitato. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Alberto Carbone, di fronte all’impossibilità di realizzare una circonvallazione a monte del paese, ha deciso di cercare di alleviare la grave situazione del traffico puntando sul raddoppio del tratto di via Roma dalla piazza del monumento a porta Genova, tagliando o abbattendo del tutto gli edifici che si affacciano sulla ferrovia, intervento viabilistico condiviso con la Provincia.

Un’immagine di Serravalle

L’obiettivo è rianimare il centro storico rendendo pedonale la parallela via Berthoud. Il problema sono i fondi: servono ben 18 milioni di euro ma a oggi sono disponibili solo gli 8 milioni ottenuti da Rfi nell’ambito delle opere compensative del Terzo valico, prima destinati al raddoppio dei sottopassi della linea ferroviaria storica. Per il resto, l’amministrazione comunale punta sugli investitoti privati che dovrebbero essere interessati a ricostruire i palazzi, già oggi in molti casi fatiscenti. Su questo aspetto, non c’è nessuna certezza. Infatti, la commissione regionale evidenzia proprio la mancata certezza che tutti gli edifici demoliti vengano ricostruiti (“non ci sono garanzie economiche”) e la previsione di diversi “vuoti” nel tessuto urbano. “L’insediamento di Serravalle – recita il parere della commissione – è il risultato di una stratificazione storica molto antica, ancora riscontrabile negli edifici che hanno caratteristiche tipiche dell’insediamento ligure medievale. Gli abbattimenti previsti, seppure con ricostruzione, non sono accettabili”.

Walter Zerbo e Anna Massone

La Soprintendenza parla di “alterazione radicale” dell’aggregato e di “forti elementi di criticità difficilmente superabili”. Inoltre, entrambi gli enti evidenziano come nei documenti del Comune non sia citato il vincolo su casa Grillo, destinata a parziale demolizione. I consiglieri Walter Zerbo e Anna Massone di Serravalle futura hanno ricordato il loro voto contrario in Consiglio comunale alla proposta progettuale proprio per la mancata disponibilità di tutti i fondi per un intervento di durata decennale e “l’assenza di un piano del traffico che indichi quali conseguenze avrà sui flussi dei mezzi in paese il raddoppio di via Roma. Il Comune ha chiesto di riesaminare il parere della commissione cercando di modificare il progetto ma già gli stessi amministratori comunali avevano parlato in precedenza di “scommessa””. Il consigliere di minoranza Pasquale Vecchi, durante l’assemblea, ha ricordato che a presiedere la commissione regionale è l’ormai ex assessore Alberto Valmaggia (Pd): “Mi chiedo come abbia fatto la maggioranza consiliare di Serravalle a sostenere l’amministrazione regionale uscente di centrosinistra alle ultime elezioni regionali dopo che, prima del voto, l’assessore Valmaggia aveva firmato questo documento. Chiederò chiarimenti in Consiglio comunale”. Il sindaco Carbone, interpellato sui pareri di Regione e Soprintendenza, al momento non rilascia dichiarazioni.

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