In duecento contro la chiusura di Ubi Banca, prevista a ottobre.

Petizione inviata al gruppo bancario e al sindaco Basso per scongiurare lo stop all'attività ma la proprietà non intende recedere.

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Un’altra banca chiuderà ad Arquata Scrivia dal prossimo 15 ottobre, dopo Unicredit lo scorso anno. Stavolta però, clienti e correntisti dello sportello di via Libarna hanno scritto alla banca chiedendo di recedere e hanno anche chiesto un intervento del sindaco, Alberto Basso. E’ stata infatti organizzata una petizione alla quale hanno aderito, in una settimana, circa duecento persone. Il documento ricorda che lo sportello arquatese “in passato è stato accorpato alla filiale di Vignole Borbera, subendo una riduzione di orario e di attività. Chiediamo che vengano tenute in considerazione le esigenze socio economiche di questo Comune, che con la chiusura di due sportelli bancari, si troverebbe privo di vari servizi, con utenti costretti a spostarsi a Vignole. La banca, va ricordato, è anche un servizio pubblico e come tale ha un dovere nei confronti dei suoi clienti, che nel tempo l’hanno remunerata”. Il documento ricorda inoltre che le banche in generale hanno usufruito del sostegno pubblico nei momenti di difficoltà. Ubi Banca, sottolineano i promotori della petizione, ha deciso di mantenere, almeno per ora, filiali in realtà molto più piccole di Arquata, come Rocchetta, Cabella e Borghetto e Garbagna.

Arquata Scrivia

Il gruppo Ubi Banca replica: “Il piano di ottimizzazione territoriale è stato definito con il Piano Industriale 2019/20 e segue un trend comune all’intero mercato, che prevede una selettiva riduzione della presenza fisica, dove economicamente non sostenibile, e il potenziamento dei servizi. La sua realizzazione è affidata in questi mesi alle strutture gestionali della banca, tradizionalmente attenta alle esigenze del territorio in termini di mantenimento dei livelli di servizio, affidabilità e modernità. L’ottimizzazione territoriale prevede un’ultima tranche di riassetto della rete con la chiusura, nella provincia di Alessandria, di 6 mini sportelli entro la fine del 2018. Si tratta di punti caratterizzati da un minore afflusso di clientela. Il gruppo – concludono da Ubi Banca – ha previsto un piano di investimenti su tutto il territorio nazionale che comporterà l’ammodernamento di circa 200 filiali entro l’anno e 700 entro il 2020, al servizio di oltre il 70% della clientela”. A ottobre, quindi, lo sportello chiuderà.