Firmato il decreto per la cassa integrazione per cessazione dell’attività a favore dei dipendenti dell’Iperdì. La notizia arriva dal sottosegretario allo Sviluppo economico, con delega alle crisi aziendali, Davide Crippa. A breve, quindi, i venti lavoratori del market di Novi Ligure, chiuso da settembre, potranno finalmente avere un sostegno economico dopo cinque mesi senza stipendio. Crippa ricorda che il tavolo di crisi era avviato direttamente dal Ministero dello Sviluppo economico (Mise) “soltanto agli inizi di ottobre, a causa del tempo utilizzato dall’azienda per valutazioni tecnico-economiche di cui non conosciamo la effettiva utilità”. Una velata accusa alla Gca, proprietaria dei punti vendita Iperdì e Superdì, società che attende di ottenere dal tribunale di Monza l’ok al concordato preventivo, sul quale il giudice dovrebbe pronunciarsi mercoledì. Se la risposta sarà positiva la riapertura del market novese avverrà a breve da parte della catena Maxidì, che ha affittato il ramo d’azienda dalla Gca.

“Nonostante i ritardi – dice Crippa -, siamo riusciti ad assicurare, in tempi abbastanza rapidi, un sostegno a tutti i lavoratori della catena che, da mesi, hanno dovuto far fronte alla mancanza di stipendio”. Crippa ricorda che la cassa integrazione straordinaria, “era stata eliminata dalla riforma del lavoro attuata dal Governo Renzi e il nostro Governo l’ha reintrodotta a ottobre 2018 con il Decreto urgenze“. Commenti positivi anche da Giorgio Bertola, candidato alla presidenza della Regione per i 5 stelle, e dalla senatrice pentastellata Susy Matrisciano, Senatrice M5S: “La cassa integrazione straordinaria è uno strumento importante, in particolare per le persone che si trovano all’improvviso senza lavoro come gli addetti Iperdì e Superdì. Ora si renderà necessario avviare un percorso di reinserimento lavorativo per gli ex dipendenti e monitorare bene la situazione per i lavoratori Iperdì – Superdì dei punti vendita ancora in bilico e che aspettano la decisione del giudice. Per questo obiettivo parleremo direttamente con i lavoratori per portare le loro richieste anche in Consiglio regionale. In particolare, sarà importante per i dipendenti delle aziende controllate per i quali è partita già la procedura di licenziamento”.

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