La banda “cattivi ragazzi” tra minacce, estorsioni e incendi

A capo della gang il serravallese Fioramante Caruso. Quindici le persone arrestate, fra cui due vigili del Comune di Novi Ligure, ai domiciliari.

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Fioramante Caruso

Ci sono anche diverse persone del Novese tra i quindici arrestati stamattina dai carabinieri con un’operazione denominata “Bad Guys”, cattivi ragazzi, scattata alle prime ore dell’alba con 80 militari impiegati e l’utilizzo anche di un elicottero, in esecuzione dell’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari di Alessandria. Sono finite direttamente in carcere ad Alessandria, Asti, Vercelli e Torino otto persone, alcune con precedenti. Sono Fioramante Caruso, 35enne di Serravalle Scrivia; Giuseppe Lombardo, 32enne, e Fabio Milia, 30enne, entrambi di Spinetta Marengo; Eleonora Cerasa, 23enne; Davide Lo Iacono, 27; Antonino Intili; Mustapha Ahsikou, 33, marocchino; Serena Luciani, 28 anni, tutti residenti ad Alessandria. Altre sette persone sono finite ai domiciliari Agnieszka Anna Szalska, 39enne, convivente di Caruso; Sergio Grosso, 57enne di Novi Ligure, come Maurizio Valdinazzi, 55enne; Domenico Franzè, 33 anni; l’albanese Klodian Bagosi, 31; Salvatore Cusumano, 36, tutti alessandrini, e Paolo Bidone, 55 anni, Pozzolo Formigaro. Lungo l’elenco dei reati, alcuni molto gravi: estorsione, incendio, violenza privata, falso ideologico commesso sia dal pubblico ufficiale che dal privato in atti pubblici; intestazione fittizia di beni e trasferimento fraudolento di valori, favoreggiamento della permanenza illegale del cittadino extracomunitario nel territorio dello Stato, tutti in forma aggravata.

I due vigili ai domiciliari, Sergio Grosso (a sinistra) e Maurizio Valdinazzi

Secondo gli investigatori, grazie alle indagini partite a febbraio con l’arresto di quattro persone autori di estorsioni ai danni di imprenditori alessandrini, tutti facevano parte di un gruppo guidato da Caruso, “pluripregiudicato di origini siciliane, già assurto alla ribalta delle cronache nel 2012, in quanto citato tra le carte dell’inchiesta condotta all’epoca dalla procura di Cremona sul calcioscommesse”. Il serravallese, in base a quanto emerso alle indagini, per tutelare il suo “investimento” in un ristorante di Novi Ligure “strategicamente” intestato ad alcuni prestanome (la moglie ed un amico, anch’essi oggetto del provvedimento restrittivo odierno), in modo da eludere l’eventuale applicazione di misure di prevenzione patrimoniali a suo carico, cercava di costringere, mediante minacce di gravi ripercussioni fisiche, due pubblici ufficiali (Grosso e Valdinazzi) a cancellare o distruggere degli atti a suo carico riferiti a un controllo eseguito nel ristorante, in realtà mai effettuato. I due pubblici ufficiali, anch’essi colpiti dall’ordinanza del gip, ne avevano però attestato falsamente l’esecuzione proprio per favorire Caruso, oggetto delle lamentele dei vicini per il rumore emesso dal locale. Non solo: Caruso, insieme a Lombardo, per intimidire chi si lamentava dell’attività del locale, aveva pensato bene di incendiare un cassonetto della nettezza urbana posto in prossimità delle abitazioni confinanti con il suo ristorante, gesto avvenuto dopo l’emissione, da parte del Comune, di un’ordinanza nei confronti del Caruso. L’uomo è accusato anche di essere l’autore di un’intimidazione nei confronti di un imprenditore di Novi Ligure, “colpevole” di non volergli affittare gratuitamente un appartamento.

Il Comune di Novi Ligure, con il sindaco Rocchino Muliere, esprime rammarico per l’accaduto e auspica chiarezza su quanto avvenuto il prima possibile. “Valuteremo i provvedimenti del caso – dice Muliere – non appena si conosceranno i reati”.