La strada aperta nei pressi del cantiere della centralina di località Pieve

Esposto sulle difformità nella costruzione della futura centralina idroelettrica di località Pieve, a Silvano d’Orba. Come è emerso da settimane, la Noviconsult, nell’eseguire i lavori del contestato impianto, non ha rispettato il progetto approvato dalla Provincia tanto che è stata disposta una sospensione parziale del cantiere. L’impianto, ha già rilevato l’associazione nel dossier sull’idroelettrico nazionale, prevede una captazione media annua di 1.400 litri al secondo sul Piota a fronte di una portata naturale del fiume di 2.700 litri al secondo medi annui.

Il cartello sistemano dalla Noviconsult in località Pieve, a Silvano
Il cartello sistemano dalla Noviconsult in località Pieve, a Silvano

Ora il dito è puntano sull’esecuzione dei lavori. La Provincia aveva già convocato per venerdì 15 settembre una conferenza dei servizi che dovrà valutare una variante progettuale che tenga conto delle difformità. Legambiente, nell’esposto inviato ai carabinieri e alla Forestale e firmato dalla presidente Michela Sericano, evidenzia l’apertura di una nuova strada “larga circa 6 metri che dal greto del torrente attraversa per circa 200 metri una zona boscata e cespugliata per collegarsi poi ad una proprietà privata con uscita, a sua volta, nella zona della Caraffa. Non risulta alla scrivente che la suddetta strada fosse prevista nel progetto di centrale idroelettrica che è stato autorizzato dalla Provincia”. “La realizzazione di tale progetto, iniziata a giugno – dice Legambiente -, ha visto difformità tali da costringere la Provincia a richiedere a Noviconsult la presentazione di un’istanza di variante. Se ne discuterà venerdì, a lavori già iniziati, eseguiti a macchia di leopardo, con molti alberi abbattuti, con la vegetazione che ricopriva il vecchio canale scomparsa e al suo posto una terra finissima, che causa anche della siccità di questi mesi, diventa polvere in attesa di sapere se il progetto sarà (e come) ultimato oppure se e chi dovrà ripristinare lo stato preesistente”.

L’associazione ha anche chiesto al Comune di revocare la convenzione con la Noviconsult, approvata nell’ottobre del 2016, proprio per le notevoli difformità progettuali. I legali del cittadino che ha impugnato gli espropri attuati dalla Provincia per conto della Noviconsult sulla sua proprietà hanno invece chiesto di rinviare la seduta della conferenza dei servizi del 15 settembre poiché non hanno ancora ottenuto copia del verbale del sopralluogo dei tecnici provinciali in località Pieve, avvenuto il 26 luglio.

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