Verrà verificata la quantità di acqua che viene rilasciata verso il Piemonte dai laghi del Gorzente. Ieri in prefettura, ad Alessandria, i rappresentanti del gruppo Il Popolo di Bosio e il sindaco Stefano Persano, insieme a Giovanni Maccarino del sindacato Usb dei vigili del fuoco, hanno ottenuto la convocazione di un tavolo al quale prederanno parte le Regioni Piemonte e Liguria, Iren e tutti gli altri enti interessati per stabilire se siano rispettate le regole per gli invasi situati tra le province di Genova e Alessandria dal quale si alimenta l’acquedotto di Genova e da cui Iren produce energia elettrica. Il 2 aprile, proprio davanti alla prefettura, Andrea Costanzo, esponente del Popolo di Bosio, e Maccarino avevano manifestato per chiedere un incontro urgente con il Prefetto per denunciare “l’emergenza siccità del Gorzente e richiedere un immediato controllo del deflusso minimo vitale del torrente che, da concessione demaniale, è di 280 litri al secondo (l/s)”.

I Laghi della Lavagnina

Il tutto a fronte della siccità e del rispetto delle regole in vista del rinnovo della concessione da parte della Regione Piemonte, che nell’ormai lontano 2010 aveva evidenziato la necessità di una “valutazione sull’uso delle risorse idriche del corso del Gorzente, che tenga conto anche delle idroesigenze del territorio piemontese”. Il Consiglio regionale aveva inoltre stabilito che le acque regionali possono essere utilizzare in altre regioni solo per scopi idropotabili, quindi non per l’idroelettrico, come avviene per la centrale di Isoverde (Campomorone). Iren preleva da 600 a 900 l/s. Bosio chiede che si torni ai 250 l/s di inizio secolo. “Insieme all’Usb – spiega Costanzo – abbiamo chiesto e ottenuto un tavolo di coordinamento per definire e risolvere le problematiche riguardanti i bacini dell’alto e del basso corso del Gorzente, quindi riferito anche ai laghi della Lavagnina”. Soddisfatto anche il sindaco Persano: “E’ un risultato molto positivo avviare la verifica del rilascio di acqua verso il Piemonte”.

CONDIVIDI
Articolo precedenteTortona, il rapinatore seriale finisce in carcere
Articolo successivoRecuperata grazie alla Fondazione CRT la fontana dell’ex caserma