La Regione approva il piano per ridurre le liste d’attesa

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Palazzo Lascaris
Palazzo Lascaris Sede della Regione Piemonte- Torino

Ridurre le liste d’attesa per le visite specialistiche ambulatoriali. Era questo l’impegno che l’assessore regionale alla Sanità. Antonio Saitta aveva preso. Ora la Giunta regionale ha approvato la delibera con cui si fissano gli interventi che saranno intrapresi dalla Regione Piemonte e dalle aziende sanitarie: revisione delle agende di prenotazione attraverso l’incremento dell’attività per superare le situazioni critiche, assunzione di personale per aumentare il volume delle prestazioni. “Il documento approvato – sottolinea Saitta – è il frutto del confronto e delle proposte presentate dagli ordini professionali, dai sindacati, dalle associazioni di categoria e dalle associazioni per i diritti dei malati. Vengono precisati con chiarezza i tempi e le modalità delle risorse che saranno impiegate: la Regione metterà a disposizione delle singole Asl, fondi supplementari per finanziare i piani, a partire dalle situazioni più critiche. In sostanza il percorso è ormai avviato, possiamo dire che entro giugno il piano sarà attivo a tutti gli effetti”.

La delibera istituisce un doppio canale di prenotazione; il primo è riservato alle prestazioni di “primo accesso”, che riguardano un nuovo paziente o una nuova patologia. Il secondo sarà destinato invece ai pazienti con patologie croniche e alle prestazioni che non hanno particolare urgenza. Per la prima volta tutte le agende verranno condivise e comprenderanno gli specialisti, il pubblico, il convenzionato e la così detta attività intramoenia, ossia le prestazioni erogate al di fuori del normale orario di lavoro dai medici ospedalieri, i quali utilizzano le strutture ambulatoriali e diagnostiche dell’ospedale stesso a fronte del pagamento di una tariffa.

Inoltre ci sarà un nuovo Cup, centro unico prenotazioni regionale e, per far fronte alle emergenze e alle realtà che presentano liste d’attesa più lunghe, le aziende sanitarie potranno incrementare l’attività e assumere personale.

La responsabilità dell’attuazione degli interventi e del rispetto dei tempi di attesa sarà in capo ai direttori sanitari delle aziende.

Sarebbe quasi ora che qualcuno si assumesse le proprie responsabilità, la fiducia dei pazienti è bassa, del resto quando la cronaca pressochè  quotidianamente, racconta di truffe legate alla sanità pubblica, e addirittura di medici di famiglia, quelli più vicini a noi, collusi con aziende farmaceutiche, di che ci si stupisce se anche il Ministro parla di mercato della salute? Speriamo almeno si risolva velocemente la questione delle lunghe attese nelle sale d’aspetto degli ambulatori e delle interminabili telefonate per avere un appuntamento per un esame o una visita specialistica.

L'assessore regionale Antonio Saitta
L’assessore regionale Antonio Saitta

E a tal proposito pubblichiamo una lettera arrivata nei giorni scorsi da un nostro lettore: Alessandro S. di Vignole Borbera.

“Mi trovo costretto a segnalare l’inadeguato servizio del distretto di Arquata Scrivia, per le prenotazioni telefoniche delle vaccinazioni. Secondo le indicazione dell’Asl, è  possibile fissare  gli appuntamenti  per i vaccini dei bambini, telefonicamente dal lunedì al giovedì,  un’ ora sola al giorno, dalle 11alle 12. Sono due settimane che provo a telefonare ripetutamente in quell’ora, a intervalli di 5 minuti, ma  inutilmente, il numero risulta sempre occupato! Sia io che mia moglie lavoriamo lontano dal distretto. Ieri ero a casa in malattia, per scrupolo ho riprovato a telefonare,  niente da fare,  sempre occupato. Alle 11.10, decido di andarci di persona; segreteria chiusa, nessun avviso, allora chiedo ad un signore in camice bianco, medico o infermiere che fosse, mi dice: “primo piano, prima porta dopo l’ascensore. (La segreteria è a disposizione solo 5 minuti? troppo costoso mettere le indicazioni di dove si trovano gli ambulatori? bisogna affidarsi alla fortuna?) Arrivo al primo piano, dentro la stanza c’è solo una mamma che espone un problema, nessun telefono che squilla; allora provo a chiamare con il cellulare, il  telefono dà l’occupato e naturalmente non squilla. Finalmente mi chiamano e riesco ad entrare nella stanza, nel frattempo, provo a richiamare col cellulare il numero 0143 636745 dell’ambulatorio, ma questo è  sempre occupato. Allora chiedo chiarimento, risposta di una delle due infermiere presenti: “C’è una telefonata in attesa….” (nessuno risponde o riattacca; il cordless è li coricato vicino al computer privo di vita!). Le scuse sono le solite: “Tutti chiedono un vaccino antimeningite, siamo in pochi, c’è una linea telefonica unica…”. (tutte balle… il telefono era sollevato! e il servizio prenotazione per l’utente è solo 1 ora al giorno!) .Ora solo perché  ero ammalato, ho potuto fissare l’appuntamento per il richiamo del vaccino di mia figlia, ma mi sono dovuto recare ad Arquata… questo mi ha creato disagio e anche il rischio di una possibile visita fiscale! Sono un regolare contribuente e alla fine l’Asl mi complica la vita , invece di semplificarmela! Spero che questa segnalazione serva, ma ho qualche dubbio in merito. Questa lettera l’ho inviata anche all’Asl”.

Anche noi abbiamo provato a chiedere spiegazioni all’Asl. Ci hanno risposto che stanno verificando.