La Regione si scorda i pendolari di Bosco Marengo e Frugarolo.

Nel dimenticatoio gli impegni dell'assessore regionale Balocco per ridurre i disagi nella stazione frugarolese. Tra Tortona e Novi Ligure e i bus sostitutivi non aspettano i treni in ritardo da Milano e sono troppo piccoli.

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Dimenticati dalle istituzioni e vittime di continui disagi. I pendolari del Novese continuano a subire le inefficienze del sistema di trasporto e il silenzio dei politici che avevano promesso di andare incontro alle loro richieste. Partiamo dalla scorsa memoria dei nostri amministratori pubblici, che riguarda in particolare la situazione dei pendolari di Frugarolo e Bosco Marengo. Un anno fa il comitato, insieme ai sindaci dei due paesi, Martino Valdenassi e Gianfranco Gazzaniga, era stato ricevuto dall’assessore regionale ai trasporti Francesco Balocco a Torino. Nell’occasione il comitato presentò una proposta per risolvere le criticità della stazione frugarolese dopo i tagli del 2013, da quando cioè le fermate sono passate da 40 a 17. “Al tempo – ricorda il presidente del comitato, Maurizio Valdi – ottenemmo una solidarietà generica e una promessa di una soluzione o quantomeno una concreta risposta nel breve periodo. Contrariamente alle nostre aspettative non è arrivata alcuna risposta formale, non sono state intraprese iniziative di alcun genere, rimango pertanto le sospensioni del servizio ad agosto per le principali destinazioni, l’isolamento totale la domenica e la forte limitazione del sabato, oltre ai buchi di orario di quattro ore al mattino e al pomeriggio in entrambe le direzioni”.

Un’assemblea dei pendolari a Frugarolo

Il comitato ha continuato a sollecitare la Regione tramite i sindaci e il consigliere regionale Domenico Ravetti ma “l’unica offerta che ci è pervenuta – prosegue Valdi – è di un incontro con il presidente dell’Agenzia per la mobilità del Piemonte, che si terrà a Frugarolo a breve. Abbiamo chiesto che l’incontro si svolga entro novembre. Speriamo non sia solo un’operazione di facciata, ma che porti a delle offerte concrete per limitare i disagi dei cittadini”. Un anno fa il comitato dei pendolari aveva proposto modifiche all’orario dei treni per una soluzione definitiva, e Balocco a sua volta aveva proposto una integrazione degli abbonamenti su gomma e rotaia per alleviare i disagi. “E’ passata molta acqua sotto i ponti- conclude Valdi – non abbiamo visto alcuna iniziativa concreta, i treni continuano a passare saltando solo la nostra stazione e gli abbonamenti permangono separati. Speriamo in una svolta e che finalmente si dimostri rispetto per le istituzioni locali e ci sia una iniziativa concreta in aiuto dei lavoratori, degli studenti e in contrasto all’inquinamento”.

La stazione ferroviaria di Tortona
La stazione ferroviaria di Tortona

Problemi di altro genere, ma non troppo, per i pendolari di Novi Ligure che viaggiano verso Milano. Il presidente del comitato novese, Andrea Pernigotti, segnala “disavventure a ripetizione. Il 3 novembre il treno 2161 si è fermato a Pavia a causa di un guasto in linea del treno precedente e a cascata i treni successivi (2173 e 2175); è ripartito con 55 minuti di ritardo ed è arrivato a Tortona alle 18,43 con 1 ora e 5 minuti di ritardo”. Tra Novi e Tortona, a causa dei lavori del Terzo valico, il traffico ferroviario è sospeso e sostituito dai bus, che spesso mancano anch’essi. Quel giorno, infatti, il bus 2161A non era (più) presente: sul piazzale altri due bus in attesa degli altri treni, anch’essi in ritardo. Il primo bus, viene spiegato dai pendolari, ha atteso mezz’ora il treno 2116 e poi la corsa è stata cancellata. In realtà secondo Pernigotti, il bus in questione “non è stato soppresso ma di fatto ha raccolto alcuni pendolari provenienti dal treno RV2191 di Trenitalia (diretto a Genova Brignole) abbandonando i pendolari del treno 2161 che era tenuto ad aspettare”. Il comitato novese contesta la regola dei 30 minuti e chiede a Trenord, gestore del traffico passeggeri tra Tortona e Milano, di “avviare un’indagine interna verso la ditta Passera e di ridiscutere questa regola assurda che penalizza chi è già abbastanza penalizzato di suo a causa di chiusure di linee, soppressioni e disservizi”. Non solo: Pernigotti ricorda chde dal lunedì 6 novembre i bus da 50 posti 2172A, alternativamente uno fra 2164A e 2167A, più altri bus occasionalmente, sono stati sostituiti da bus da 30 posti ingenerando fortissimi disagi per la scarsa capienza e situazioni al limite della sicurezza. È quindi indispensabile l’immediato ritorno a bus da 50 posti su tutte le corse”.