La mostra “La Terra del Carlone”, aperta a San Remigio, a Parodi Ligure, fino al primo settembre, registra un successo di pubblico e il costante apprezzamento da parte di chi la visita. Dal 29 giugno scorso l’ex abbazia ospita venticinque capolavori di quattro artisti diversi della famiglia Carlone, che ripercorrono la vicenda artistica di questa straordinaria famiglia molto legata all’Oltregiogo e ci riportano al gusto, all’atmosfera e all’arte dell’epoca. L’antico legame di questa famiglia di artisti vissuti tra il finire del 1500 e la prima metà del 1600 a Genova con il nostro territorio torna quindi a riproporsi tra le mura di San Remigio. Giovanni Battista Carlone si stabilì attorno al 1600 proprio nel piccolo borgo che dai Carlone prese il nome di Carlona, che si trova a Cadepiaggio nel Comune di Parodi Ligure. Fu importante l’influenza di questi artisti nel nostro territorio, dove lasciarono parecchie opere presenti a Serravalle nella Chiesa dei Santi Martino e Stefano, a Gavi nell’Oratorio dei Bianchi, a Capriata d’Orba, a Bosio e in numerosi altri luoghi. Naturalmente anche in San Remigio erano presenti quadri dei Carlone, successivamente trasferiti nella chiesa nuova di Cadepiaggio attorno agli anni ’70 quando San Remigio, fino ad allora parrocchiale, fu abbandonata.

Tra questi il più pregevole, la Deposizione di Lazzaro, è attualmente in restauro presso il Centro di Venaria Reale e viene riportato nel bel catalogo della mostra predisposto dal curatore Maurizio Romanengo. Interessanti alcune vicende familiari documentate sia nei libri della parrocchia dei Santi Carlo e Remigio di Cadepiaggio sia in altri documenti. La moglie di Giovanni Battista Carlone regala al consorte ben ventiquattro figli in quella loro casa della Carlona, che è presumibilmente quella che la popolazione oggi indica per tradizione orale. I Carlone costruiscono una cappella intitolata a San Carlo nel borgo di Cadepiaggio. Questa cappella rimane per lungo tempo un punto di riferimento importante per la comunità fino agli anni ‘50, quando fu sostituita dalla nuova chiesa parrocchiale. Un membro della famiglia diventa priore di San Remigio e lì muore ed è sepolto non sappiamo dove. Un figlio di Giovanni Battista di nome Giacomo viene coinvolto in una rissa a Genova, ricercato si rifugia a Cadepiaggio, dove chiede e ottiene da parte della Repubblica di poter rimanere agli arresti domiciliari.

Uno dei quadri in mostra

Con i Carlone si intrecciano vicende di rapporti conflittuali con altre famiglie genovesi che esprimevano il priorato di San Remigio, come la famiglia Isola. Tutti fatti che ci riportano a un’epoca in cui le radici della cultura genovese sono molto forti e consolidate nei nostri avi e che spiegano le tradizioni, le inflessioni gli stessi usi e costumi che ancora oggi ci caratterizzano. La mostra su Carlone, voluta dall’associazione Oltregiogo, è stata visitata anche da una comitiva organizzata dalla Carige, che pure è conferitore di uno dei magnifici lavori presenti, avvenuta il giorno 3 luglio, così come la successiva visita di una delegazione del Centro di Restauro di Venaria Reale. Tra i visitatori illustri si è avuto Jonathan Bober della National Gallery Of Art di Washinton Dc, che ha espresso lusinghieri apprezzamenti per la mostra, per il catalogo e per il sito dove è collocata. “La Terra dei Carlone” è visitabile venerdì, sabato e domenica dalle 15,30 alle 19,30.

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