Le due ex miniere d’oro di località Lavagnina e in località Ferriere, tra i Comuni di Casaleggio Boiro, Mornese e Bosio e all’interno del Parco Capanne di Marcarolo, sono pronte per essere aperte al pubblico. Intorno ai laghi della Lavagnina la ricerca dell’oro era stata avviata alla fine del XVI secolo ed è proseguita fino alla metà dell’800. Dopodichè le miniere sono state abbandonate. Nel 2017 l’intervento era stato assegnato dall’Appennino Piemontese all’impresa bianchi Costruzioni di Novi Ligure, che ha ripulito le miniere, ne frattempo diventate habitat naturali particolari per la presenza invertebrati e vertebrati, fra cui geotritoni e pipistrelli. Un intervento realizzato grazie ai 60 mila euro assegnati dalla Regione, grazie ai quali è stato realizzato un sentiero escursionistico ad anello che collega i due siti minerari. Per la gestione dei siti minerari il Parco, Iren-Ireti S.p.A. (gestore del laghi della Lavagnina) e la Regione hanno stipulato una convenzione. Nel piano stralcio delle aurifodine riferito al progetto dei due siti minerari si legge:

Una delle miniere d’oro dei laghi della Lavagnina

“Le ex miniere presenti nel Parco svolgono un ruolo importantissimo nel mantenimento della biodiversità dell’area protetta, permettendo l’esistenza di specie troglofile ( che amano vivere in grotta per buoni periodi dell’anno o provvisoriamente per trovare un buon rifugio, come i pipistrelli, ndr) o sub trogloflile in una zona in cui non potrebbero essere presenti, a causa delle caratteristiche geologiche, non idonee alla formazione naturale di cavità sotterranee. Dal punto di vista conservazionistico – recita la relazione – gli aspetti più rilevanti sono rappresentati dai vertebrati, essendo tutte le specie presenti inserite negli allegati della Direttiva Habitat 92/43 CEE. La presenza di specie di Allegato I (specie d’interesse comunitario la cui conservazione richiede la designazione di zone speciali di conservazione) Speleomantes strinatii, Rhinolophus ferrumequinum, Rhinolophus hipposideros, e di Allegato IV (specie che richiedono una protezione rigorosa) Myotis daubentoni e Plecotus austriacus, conferiscono alle miniere un notevole valore naturalistico rendendo obbligatori interventi di gestione finalizzati e rispondenti alla tutela di tali habitat e specie”. Il taglio del nastro sarà il 15 giugno. In programma una conferenza stampa alle 9 a Casaleggio Boiro nella chiesetta di San Leone, nel borgo del castello, e la visita alla miniera M1

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