L’illusione della Buona scuola: i Comuni attendono i soldi dal 2015

A Predosa medie ed elementari in trasferta poiché l'edificio non è agibile: interrogazione di Mighetti (M5s) in Consiglio regionale. A Carrosio si aspettano 203 mila euro.

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La piazza principale di Predosa con la chiesa parricchiale

I Comuni attendono invano dallo Stato i fondi della legge sulla Buona Scuola varata dal governo Renzi, e così tante scuole sono in situazione di emergenza assoluta o attendono quei soldi per interventi considerati importanti. Il caso limite è a Predosa, dove da mesi gli alunni seguono le lezioni in locali “di fortuna” poiché la scuola, costruita nel 1915, è troppo vecchia e necessita di interventi urgenti senza i quali la presenza di alunni, insegnanti e personale è a rischio. Sulla situazione della scuola predosina il consigliere regionale Paolo Mighetti (M5s) ha presentato un’interrogazione alla Regione, nella quale ricorda come “a Predosa il Comune ha ristrutturato a sue spese gli spazi di proprietà della parrocchia per gli studenti delle medie mentre per le elementari sono stati a messi a disposizione parte degli uffici del municipio. Non si sono visti i fondi della Buona scuola”. L’esponente dei 5 stelle chiede quindi alla giunta regionale di intervenire con i suoi fondi per sistemare le scuole del paese dell’Ovadese.

Il Comune nel frattempo non è certo rimasto con le mani in mano e sta cercando i soldi per la ristrutturazione della scuola. “Servono – spiega il sindaco Giancarlo Rapetti 595 mila euro per rifare le contro soffittature e l’adeguamento antisismico. Parteciperemo a un bando della Regione che uscirà sicuramente nel 2018, per il quale il progetto rispetta senz’altro i criteri, mentre siamo inattesa di notizie ufficiali su un altro bando, statale. La soluzione provvisoria, per altro, funziona bene”. A Carrosio nessun problema sull’agibilità della scuola ma il Comune, come era stato annunciato nei mesi scorsi in Consiglio comunale, attende anch’esso da due anni i fondi della Buona scuola. Si tratta di 203 mila euro per realizzare vari interventi, tra cui un cappotto termico. Il progetto era stato considerato finanziabile nell’ambito della Buona Scuola ed è tra i primi classificati della seconda tranche di finanziamenti della legge.