L’orto dei talenti crescerà a settembre

0
225
Ovada Centro professionale Casa di Carità arti e mestieri i saluti degli studenti di seconda media dopo la consegna degli attestati.JPG

Se da ragazzi il passatempo preferito è simulare un colloquio di lavoro, di certo da adulti i futuri candidati si presenteranno all’appuntamento più consapevoli e non si lasceranno condizionare da fattori emotivi.

Ad orientarsi nel mondo del lavoro s’impara già alle medie con un corso gratuito, che a settembre arriverà anche nei paesi. L’iniziativa si chiama Orto dei talenti, per ora cresce solo a Ovada, dove la Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri Onlus – Centro Oratorio Votivo con il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo ed il coinvolgimento degli enti locali ha creato una serie di corsi gratuiti per gli studenti delle scuole medie, al fine di accompagnarli nelle scelte di studio e orientamento professionale. Consiste in una serie di laboratori, che i ragazzi frequentano al di fuori dell’orario scolastico da marzo a giugno con simulazione finale di un colloquio di lavoro.

La bottega grafica: impariamo a presentare noi stessi e le nostre idee in modo accattivante”, è stato il corso più gettonato da circa 70 iscritti. In tre mesi è stato replicato 5 volte anche in trasferta a Silvano d’Orba. Ha fatto il bis il Tech Lab, il laboratorio che riconosce l’importanza della programmazione nella formazione digitale fin dai rimi anni di scuola e la sezione All around the world per aspiranti guide . E’ il laboratorio ambientato in un ufficio turistico, insegna a organizzare una visita guidata in Piemonte per un turista straniero. Al centro professionale non poteva mancare “Il mondo meccanico”, il laboratorio dedicato all’automazione industriale, che insegna a dar forma alle idee, attraverso il disegno di un oggetto e la sequenza di operazioni per realizzarlo. All’Orto dei talenti si coltiva anche la terra negli spazi dell’Istituto di agraria dell’Itis Barletti.

Il valore aggiunto è la collaborazione con le realtà locali, ma soprattutto la partecipazione attiva degli studenti delle superiori, appositamente formati per ricoprire il ruolo di tutor degli alunni e di assistenti dei docenti”, dice la direttrice del Centro professionale di Ovada , Marisa Mazzarello, spiegando il significato della peer education, tradotto “educazione tra pari”. Dev’essere stimolante dato che molti iscritti hanno scelto più corsi. “La maggior parte dei ragazzi in seconda media ha già le idee chiare in seconda media, ma il confronto fra diversi settori d’attività è utile per acquisire la motivazion che serve per affrontare le fatiche di studio e lavoro che si presenteranno”, conclude Mazzarello.