Mercatone: soltanto 24 dipendenti su 34 ricollocati a Serravalle

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Spizzichi di buone notizie per i lavoratori del Mercatone Uno di Serravalle, ma molte di più sono le incognite, anche per la ripresa dell’attività che è prevista, salvo ulteriori slittamenti e proroga della cassa integrazione, non prima della primavera 2019.

“È vero, la questione si sta muovendo a piccoli passi ma procede – ammette Alex Del Nevo della Cgil – Filcam provinciale -. La situazione, se pensiamo solo ad alcuni mesi fa, potevamo era davvero disperata. Il Gruppo Mercatone era in amministrazione controllata e molti punti vendita erano stati chiusi. Oggi, però, grazie all’intervento diretto del Mise e dei commissari straordinari Stefano Coen, Ermanno Sgaravato e Vincenzo Tassinari, si è riusciti quasi con un miracolo a trovare due acquirenti che si sono fatti capo del Gruppo, grazie a un accordo coi sindacati unitari, Cgil, Cisl e Uil. I gruppi acquirenti, Shernon Holding e Globo si sono suddivisi i vari punti distribuiti in tutta Italia e soltanto 8, al momento, rimangono non acquisiti”-.

Il punto vendita di Serravalle si troverebbe in una posizione buona, entrando nella famiglia Shernon. Fino a questo momento ci sono stati solo sopralluoghi da parte di tecnici ed emissari della nuova proprietà , in attesa della ristrutturazione che precederà la riapertura. Che però la riapertura di Serravalle sia un dato accertato, anche se non si sa bene quando, lo conferma lo stesso Del Nevo che ha seguito da vicino anche l’adesione dei lavoratori richiamati, nella sede centrale di Caltignaga, tra agosto e settembre. “Dei 34 lavoratori che erano in forza a Serravalle, 3 sono usciti per loro scelta dalle procedure degli ammortizzatori sociali. Ne rimanevano quindi 31, ma di questi solo 24 sono stati riassunti a Serravalle. Diciamo che per ora, in base alle indicazioni fornite da Shernon, cambierà parzialmente la tipologia merceologica del “Mercatone” (Il marchio rimarrà il medesimo, ndr)  che si rivolgerà in larga parte verso mobili e arredi”-.

Questa potrebbe essere una delle ragioni della riduzione del personale e anche delle ore. “Per poter ridistribuire il lavoro – conclude Alex Del Nevo – e mantenere alto il livello delle assunzioni (appunto 24 dipendenti), le ore saranno assegnate in base alle funzioni di ogni singolo, in 20, 24 e 28 ore settimanali. Poche le posizioni di 40 ore. Ai 7 dipendenti rimasti fuori dalla lista è stata proposta una ricollocazione alternativa ma nessuno ha accettato. ”-.